Crea sito
READING

Diario semiserio di Quasipolitica: la riunione est...

Diario semiserio di Quasipolitica: la riunione estenuante

Io solo qui alle quattro del mattino/l’angoscia e un po’ di vino volantino/ voglia di bestemmiare

F. Guccini

La politica è cosa da insonni. Questa la massima elaborata alle due del mattino durante le ultime battute di una delle più estenuanti riunioni di sempre. Come al solito gli interventi “tassativamente da cinque minuti l’uno” hanno sforato alla grande, in una profusione di citazioni, richiami agli interventi precedenti, richiami all’ordine, interventi sugli interventi per gl’interventi, con gl’interventi, negli interventi e amen. Ordine del giorno faraonico: “Aggiornamenti di politica locale, nazionale, europea, mondiale e interplanetaria. Varie ed eventuali sull’assetto economico di Marte in rapporto al protocollo di Kyoto”. Ovviamente la riunione, programmata per le 21.00 è incominciata con un buon venti minuti accademici di ritardo, una logorante serie di premesse sulle modalità di dibattito ed uno scialio di mozioni d’ordine. Spesso si ha l’impressione che le persone parlino solo per il sottile piacere di ascoltare la loro voce, ma non è così, no, nulla di più falso. Ogni intervento è ricco di spessore, portatore di differenti sensibilità politiche, attento a non trascurare la più piccola sfumatura di significato dei termini in questione. Arrivano gli “special guest”. Di solito si tratta di esponenti di spicco del partito in sede locale o sovralocale. Personaggi che spesso vivono nel mito, attorniati da un’aura di santità e dal dono dell’ubiquità. Sono stanchi perché vengono dalla città X o Y, dove hanno tenuto un importante intervento o presenziato ad eventi di alta portata. Si scusano e saranno brevi. Quando incominciano a portare i loro “saluti” sono circa le 23.00, ma quando rinvieni, dopo un consistente ed inspiegabile buco spazio temporale, è quasi l’una e pensi di poter affermare, con discreta certezza, di aver visto in sogno l’ombra del tuo bisnonno che ti dava i numeri del lotto. Solo dopo ti accorgi che si trattava delle percentuali di voto suddivise per collegi elettorali.  Ti avvicini al bar, con aria desolata, e compri un gelato, poi un altro, poi un altro ancora ed è comunque solo l’una e mezza. Incominci a tentare vanamente di ipnotizzare l’oratore di turno: lo fissi negli occhi con intensità, sussurri mantra a bassa voce “smettila, smettila/o la mia ira sarà degna di Attila”, ma nulla gli cale. L’elenco delle persone iscritte a parlare è ancora lungo, ma la gente inizia a sfollare. C’è chi se ne va di soppiatto, con aria furtiva, la giacca sotto braccio. C’è chi finge di uscire per una telefonata o una sigaretta e non torna più indietro. C’è chi abbozza improbabili malori o dichiara di dover andare a spedire un pacco urgente in posta. Tu sei ancora lì, inchiodato alla sedia, non sai se per masochismo o perché nella tua vita precedente sei stato il migliore amico di Hitler alle elementari: sì, quello che gli ha rubato le bilie per poi dichiarare che era stata opera di Jospeh Coen, l’ebreo del terzo banco. Forse lo fai per passione, ma alle due e mezza del mattino non sei più sicuro di nulla. Gli occhi si fanno pesanti, le palpebre si chiudono, Enrico Berlinguer compare, portandoti una tazza di latte caldo e qualche biscotto. Buonanotte.


RELATED POST

  1. giulia gortani

    5 gennaio

    Adoro i tuoi post:-)Sempre scritti benissimo

  2. Caterina Bonetti

    8 gennaio

    Grazie mille!

  3. Blanche

    9 gennaio

    ahahah… bellissimo!!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.