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Dead Man’s Bones – La notte buia e tem...

Dead Man’s Bones – La notte buia e tempestosa di Ryan Gosling (e socio)

Quando un’amica ti dice “Ti passo l’album di Ryan Gosling”, la prima reazione, doverosa, è di stupefazione. Ryan Gosling, l’attore, ha fatto un album? “Sì, fammi sentire”. Mi ritrovo così ad ascoltare l’album self-titled dei Dead Man’s Bones.

Pigiando “play” s’innesca la reazione numero due: Il Leggero Sgomento. Intro, l’ovvio pezzo di apertura, evoca scenari spettrali e lovecraftiani. Che sia il caso di documentarsi un attimo? Mentre continua Dead Hearts inizio a scartabellare su internet e scopro che i Dead Man’s Bones sono a tutti gli effetti un duo. C’è sì, Ryan Gosling (ad occuparsi di chitarra, basso e piano), ma affiancato dall’amico attore Zach Shields (batteria e chitarra). Il comparto vocale se lo smezzano, anche se nell’album per gran parte sono aiutati su questo versante dal coro di ragazzi del Silverlake Conservatory (una struttura con sede in California fondata da Flea dei Red Hot Chili Peppers, nel 2001).

Ma ‘sta patina horror?

Pare che i Dead Man’s Bones si siano costituiti con l’intento di realizzare una colonna sonora per una sceneggiatura che avevano scritto assieme, spinti da una comune passione per i fantasmi e i mostri di vario genere. Non si fece alcun film, ma le registrazioni rimasero – et voilà.

Smetto per un attimo di tamburellare le mani sul tavolo mentre va In the room where you sleep e cerco la copertina dell’album: una foto di gruppo in cui tutti (o quasi) sono mascherati da Halloween. I miei occhi si fissano per un istante sulla maschera da dinosauro sulla destra, per poi scorgere lì accanto il visino di Ryan. Dov’è Zach? Sul lato opposto, anche lui di bianchennero vestito. Non riesco ad impedirmi di pensare “Ah, Instangram anche qui”, invece no. L’app esiste dal 2010 e l’album in questione è del 2009.

La collaborazione col coro giovanile si palesa in My body’s a zombie for you, che potrebbe benissimo essere un pezzo degli Arcade Fire o un b-side della soundtrack del Paese delle creature selvagge. Soprattutto sul finale, dove si sente lo spelling di “zombie” incalzato da battiti di mani e pestamenti di piedi. La successiva Pa Pa Power, attacca come un pezzo di Tom Waits ed è già batticuore. Nel giro di un paio di ascolti diventa la mia preferita. Qui i ragazzi del coro ci danno dentro e mentre ripetono “We won’t destroy you” io sto già muovendo le braccia in aria a tempo.

Mi stupisco perché solitamente gli attori che si danno alla carriera musicale non convincono granché. Eppure costoro, che scopro autodidatti in toto, non scadono nel patetico, bensì dimostrano di avere più di un’idea buona e alle spalle, come rilevavano anche i critici di Pitchfork, una collezione di dischi che va oltre quella del mero iPod nano.

Quest’album, con le sue atmosfere romantico-lupomannaresche, funziona bene come un audiolibro: tiene compagnia, fa entrare in intimità con gli interpreti e smuove dentro quel qualcosa in più, raccontandoti una storia. Oscura, certo, ma quantomeno positiva. Sentitevi i pezzi qui sotto e vedete se conquistano anche voi.

 


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  1. Erica

    20 Settembre

    Ma! Adoro!
    (Ryan Gosling, Pa Pa Power, Where the wild things are, adoro più o meno tutto)

  2. ta

    20 Settembre

    avevo visto delle cose su youtube ma mi mancava decisamente questo approfondimento. grazie!

  3. Valeria Righele

    20 Settembre

    😉

  4. Valeria

    24 Settembre

    Ryan Gosling! Musica horroromantica!
    Ok, lo devo ascoltare *_*

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