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Cose che dovrebbero intrattenermi e invece mi dann...

Cose che dovrebbero intrattenermi e invece mi danno noia e cose che dovrebbero darmi noia ma invece mi intrattengono

In totale coerenza con il tema del mese, ecco un articolo che vi annoierà in quanto tratta dei cavoli miei (ma diligentemente organizzati in due liste).

Cose che dovrebbero darmi noia ma invece mi intrattengono

  • Documentari sugli animali
    Potrei stare ore, giorni, una vita sul divano a guardare l’organizzazione sociale e i magici adattamenti evoluzionistici delle varie specie animali. Per me è sempre emozionante guardare una leonessa catturare un’antilope, o osservare i rituali di accoppiamento dei pinguini. Mi meraviglia l’intelligenza dei polipi. Mi riempie di serenità vedere i comportamenti e le peculiarità degli animali, spiegati da una voce monotona, lenta e rassicurante. Pensiamo di essere la forma di vita più interessante del mondo, ma questi documentari dimostrano esattamente il contrario.

  • Parlare del tempo
    Il clima è da sempre ritenuto l’argomento di conversazione più scarso e scontato. Al contrario, io ritengo appassionante sostenere vivaci discussioni riguardanti la situazione atmosferica, e non mi annoia mai sapere che tempo ha fatto ieri, capire che tempo fa oggi e prevedere quello di domani. Valutare il grado di umidità, confrontare diverse aree climatiche, deprecare Schio, città in cui piove sempre, e ripetere il detto “Schio orinal di Dio”. Le nuvole arrivano sempre da Ovest, le vedo, tra poco pioverà.
  • Vagare
    Quando sono in una città, mi piace molto vagare. Non avere niente da fare ed essere in giro da soli spaventerebbe molte persone, e non nascondo che l’idea di farlo per molti giorni non mi attira, ma vagare ogni tanto è liberatorio e bellissimo. Girare a caso, osservare le persone, scoprire vicoletti nascosti, andare al bar da soli, andare al parco a leggere, è il mio modo di visitare una città. Seguire i miei piedi e il mio istinto, e perdermi, e trovare piccoli tesori, è impagabile.
  • Modificare le scritte
    Probabilmente è la cosa più inutile che possa esistere, ma modificare i titoli dei giornali e le etichette dei prodotti mi riempie d’orgoglio. Basta una rivista, una penna ed eventualmente un bianchetto (ma questo rende la cosa troppo facile, e se usato troppo non è neanche divertente) ed il gioco è fatto. Cancella qualche lettera, allunga qualche astina e puoi trasformare qualsiasi frase stampata in una cosa sconcia e ridicola. La parte migliore è osservare il momento in cui le altre persone se ne accorgono, soprattutto se quello che hai modificato era un biglietto con un loro appunto.
  • Ruttare
    Anche se in qualche persona arretrata è radicata la convinzione che le donne non siano capaci di ruttare, la pratica del rutto è un’arte universale, che va oltre il genere. Quando mi produco in uno sfoggio di questa abilità, mi piace pensare di concorrere in una gara immaginaria in cui esistono principalmente tre categorie: potenza, durata e modulazione. La prima specialità, la mia prediletta, si spiega da sola e si calcola in decibel; per la durata si misura il rutto in secondi; infine saper modulare un rutto significa donargli un suono particolare, in genere una certa parola o frase o, se viene fatto mentre si sta cantando, una porzione di testo del brano. Se solo riuscissi a produrre rutti artificiali in ogni momento a mio piacimento, concorrerei veramente in qualche gara.
  • Dare fastidio
    Capisco che sia irritante, e in effetti è proprio per questo che lo faccio, nei miei tempi vuoti. Che siano i familiari, il mio gatto, il mio ragazzo o i coinquilini (anche se con loro cerco di trattenermi), è sempre una soddisfazione dare fastidio a qualcuno. A questo scopo si possono usare diversi espedienti: colpire ripetutamente e regolarmente la persona con un oggetto non contundente, pungolarla con un dito, cantarle una canzone irritante nelle orecchie, abbandonarlesi di peso addosso, piazzarle il proprio piede a cinque centimetri dalla faccia, direzionare il sedere verso di lei e saltellarle accanto.

 

Cose che dovrebbero intrattenermi e invece mi danno noia.

  • Internet
    Ogni tanto mi dico: “oh, andiamo su internet!” e mi connetto. Controllo l’e-mail, guardo i titoli delle notizie e leggo un paio di articoli simpatici e possibilmente un po’ sconci, e magari la recensione di un paio di film e dischi. Dopodiché, non so più cosa farmene dell’enorme possibilità della rete, rimango un po’ a fissare lo schermo e metto in stand-by il computer.
  • Bambini
    Non mi piacciono i bambini, li trovo sopravvalutati. Non capisco cosa ci sia di interessante nel guardare e parlare a un essere non autosufficiente che urla, sbava e si caga addosso. Anche il mio gatto non fa niente di interessante, ma almeno è carino e non sporca. Alcuni cominciano a dire cose minimamente sensate e simpatiche e ad essere degni di attenzione, ma ciò accade solo dopo i sei anni, e a pochi di loro.
  • Pink Floyd
    Sì, sono colpevole. Sì, potete dire che non capisco niente di musica. Non posso farci niente, dei Pink Floyd mi piace solo il primo disco, quello con Syd Barrett, e solo per merito suo. Ogni tanto provo a mettere su qualche loro album successivo, ma dopo qualche suono così studiato e curato al massimo mi cade la palpebra, oppure mi irrito: non c’è niente che mi dia sui nervi come il latrare impazzito della cantante che improvvisa in The Great Gig in the Sky.
  • La montagna
    Sembrerebbe il massimo unire esercizio fisico e paesaggi montani, non si capisce perché. Trovo poco sensato faticare in salita ore per raggiungere una vetta, per poi scendere subito dopo senza fare null’altro che guardare il panorama. Non ho incentivi sufficienti a camminare, tanto più se so che il mio pranzo consisterà in un misero panino schiacciato, e che più salgo di quota e più diventa freddo. Se questi posti sono inospitali, c’è un motivo.
  • Telefilm
    Ci ho provato, ma non ce la faccio. È già difficile per me riuscire a seguire un film intero senza che la mia mente cominci a vagare e a perdere pezzi, e in quelli troppo lunghi verso la fine comincio anche a dimenticarmi l’inizio. Tra un episodio e l’altro dei telefilm, poi, la probabilità che io non ricordi la trama e i nomi dei personaggi sale verso il 100%. Senza contare poi il fastidio di perdersi una puntata (cosa che regolarmente accade). A meno di quelli composti da gag, tipo Scrubs, non riesco  vedere nessun tipo di telefilm. Questo mi porta ad essere esclusa da molte conversazioni, il che non mi dispiace tantissimo in verità.
  • Chiacchierare
    Le persone si ritrovano continuamente, per parlare. A volte si chiamano persino per telefono. In tv tutti parlano, sempre, e su internet ci si accapiglia per dire qualcosa. Alla fine delle cene, complici un paio di bicchieri di vino, si toccano finalmente argomenti “seri”. Ma cos’hanno tutti da dire? Le cose interessanti che faccio durante la giornata possono essere riassunte in tre minuti di discorso, e le mie idee non sono tanto originali da essere esposte a tutti e in qualsiasi momento. Penso che questo valga per gran parte delle persone. La maggior parte del tempo dovrebbero tutti tacere e fare qualcosa.

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  1. Valeria Righele

    9 Agosto

    Ho iniziato ad annuire e pensare “diavolo, sì!” alla voce DARE FASTIDIO. Non è inusuale che mi metta a sbandierare il sedere in faccia ad un amico (o mio fratello, pòraccio) per passare il tempo. Più che dare fastidio però, l’avrei categorizzato come RENDERSI RIDICOLI. Btw, mi piace, condivido.
    Se avessi messo Vasco al posto dei Pink Floyd sarei stata più contenta però! 🙂

  2. Caterina Bonetti

    9 Agosto

    Potrei comporre un trattato sulla noia suprema provata di fronte ai pargoli altrui, mentre sono una grandissima consumatrice di documentari, in particolare quelli storici. Ecco si, la gente dorme davanti alla “Grande storia” e io mi sollazzo. Dare noia poi è un vero…piacere!

  3. Marta Conte

    11 Agosto

    Ahahah, condivido il punto sul dare fastidio facendo cose ridicole e/o inappropriate. Quando mai riusciremo a vederci tutte dovremmo realizzare un balletto o simili, riprenderlo e poi condividerlo con i lettori di Soft Revolution giusto per dare un’ulteriore prova della nostra indiscussa serietà e professionalità.

  4. Mara

    3 Dicembre

    Condivido tutti i punti….pazzesco, come se a scrivere fossi stata io…

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