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Cose che ci sono piaciute nel 2012 pt.4

Cose che ci sono piaciute nel 2012 pt.4

Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan
di Veronica Tosetti — Ho già avuto modo di parlare di questo romanzo qui, ma non posso assolutamente trattenermi dal raccomandarlo ancora, sebbene non sia stato nemmeno pubblicato nel 2012, ma alla fine dello scorso anno. Non posso fare a meno di consigliarlo a chiunque conosca, se può servire a convincervi, è l’unico libro che nella mia vita abbia letto due volte ed è stata una delle poche cose a rendere speciale e sopportabile questo 2012. E’ una lettura intensissima e probabilmente ha rinnovato la forma del romanzo contemporaneo. Non serve che vi dica altro, correte a leggerlo.

Moda
di Marta Conte — Il mio “stile personale”, negli ultimi ventidue anni a questa parte, potrebbe essere stato definito semplicemente come “ogni giorno è giornata di lavatrice”. Fino a qualche mese fa la cosa non mi dava minimamente problemi. Negli ultimi tempi, però, ho iniziato ad essere sempre più incuriosita dalla moda vintage, affascinata non solo dalla riscoperta del passato attraverso i vestiti (e tutti i mondi che questo può aprire), ma anche perché vi ho ritrovato qualcosa di più congeniale alla mia persona di quanto non siano dei jeans strappati. Ho passato varie fasi (saltando gli anni ’80 in tronco, grazie al cielo), andando ad investigare anche la storia degli stilisti. La cosa più pregevole di questa (ri)scoperta è stata realizzare che la moda lungi dall’essere un fenomeno superficiale (ciò che succede è che viene presentato come tale) ma che è una vera forma d’arte. La cosa più bella è che non serve avere un conto in banca spropositato per apprezzare la creatività; solo un po’ di buon senso nel riconoscere (e schernire) i lati più ridicoli del business!

Wristcutters: A Love Story di Goran Dukic
di Margherita Ferrari — Wristcutters racconta la storia di Zia, un ragazzo che, dopo essersi tagliato le vene, finisce in un Oltretomba popolato da suicidi, in cui tutto è simile al mondo dei vivi, ma più brutto, grigio e cupo. A metà strada tra il road movie e una black comedy dal retrogusto balcanico, il film di Dukic non è di certo un capolavoro, ma è pieno di trovate brillanti che delizieranno chi di voi ha la propensione a fare battute sulla morte alle quali nessuno ride.

Tisana allo zenzero
di Marta Magni — Dove non arrivano massicce dose di paracetamolo, arriva la tisana allo zenzero. Un intruglio disgustoso ma potentissimo, in grado di snebbiare la testa e recare un po’ di sollievo in giorni di malattia.
Radice di zenzero a mollo per 10 minuti in acqua bollente, miele, limone: ciao raffreddore ciao. La radice di zenzero vive nel vostro freezer a tocchetti e ben spellata fino al prossimo raffreddore.

Jennifer Lawrence
di Marta Corato — Non credo ci sia bisogno di spiegazioni: Jennifer Lawrence è meravigliosa. È un’attrice bravissima, intelligentissima, bellissima, se la tira pochissimo e di volta in volta è anche un po’ cretina. È stata nominata e ha vinto una marea di premi, compreso un Oscar, e rilascia ancora interviste in cui parla di ciambelle e di come si considera un troll,  possibilmente con addosso un minivestito scintillante. Come si può non amarla? Nel caso aveste bisogno di un ripassino, nel 2012 è apparsa nel blockbusterone The Hunger Games (se non siete troppo snob, vi consiglio sia libri che film) e in uno dei miei film indie piangeroni dell’anno, Silver Linings Playbook (che uscirà in Italia il 24 gennaio).

Shopping estremo nei Thrift Shop di New York
di Margherita Ferrari — Avendo passato qualche mese a New York, ho avuto modo abituarmi alle gioie della cosa chiamata Thrift Shop. In sintesi, si tratta di negozi di vestiti e oggetti usati, che vengono donati dagli abitanti del luogo, e il cui ricavato va a finanziare associazioni a scopo benefico. Uno dei più noti è Goodwill, per intenderci. Sono luoghi in cui è necessario armarsi di pazienza e sperare in un colpo di fortuna. Due catene che ho apprezzato molto per l’assortimento degli abiti in vendita sono Beacon’s Closet e Housing Works, anche se basta fare una ricerca su Google per rendersi conto che solo a New York ci sono decine e decine di thrift store che meritano una visitina.

Wislawa Szymborska
di Tarin Nurchis — Una sera dello scorso gennaio ho conosciuto Wislawa Szymborska. L’ho conosciuta così come la televisione me la presentava: una testa sorridente dentro una scodella bruna; una lente tonda fra le dita e lo sguardo  dritto, benevolo, forse persino saggio, di chi osserva e si diverte. Era appena morta e stava diventando famosa. Nonostante il premio nobel (che vinse nel ’96), non l’avevo mai sentita nominare. I suoi versi, che forse possono essere definiti insoliti, mi sono restati in testa per via dei temi toccati e del registro sobrio. Per il loro modo di partire dal reale, e arrivare altrove. Per la loro capacità di essere concreti e allo stesso tempo alti. Di raccontare le esperienze comuni in modi originali e traversi. A spiegarlo bene c’é una poesia: ‘Il gatto in un appartamento vuoto’. Sa rendere quasi fisica la sensazione dell’assenza.

Triple Sorry
di Marta Corato — Nel 2010, la marca di assorbenti O.B. ha avuto dei problemi di distribuzione nei supermercati canadesi / ha smesso di produrre un certo tipo di assorbenti (?). Per scusarsi con le clienti traumatizzate, alla fine del 2011 è stato prodotto questo video. Bastava inserire il proprio nome e il cantante avrebbe urlato il vostro nome — se l’avete fatto, sapete quanto soddisfacente fosse.

Oh, Comely
di Chiara Puntil — Una rivista bimestrale bellissima,- ma d’altronde, con un titolo simile, poteva essere altrimenti?- dal motto “Keep your curiosity sacred”. Anche il sito ed il tumblr sono davvero pregevoli. Con un ringraziamento alla mia amica Maoshan, che me l’ha fatta conoscere durante un pomeriggio a Cambridge (si capisce che io da sola non scopro mai niente? Sì).

 

Crozza che imita Briatore
di Valeria Righele — Un personaggio da shogno. Una delle “meglio cose del 2012” è in assoluto il Briatore conduttore di The Ficientis, ovvero il nuovo personaggio creato da Maurizio Crozza per la sua trasmissione Crozza nel paese delle meraviglie. Nelle mani del comico genovese, la figura dell’imprenditore al top viene fatta a pezzi e data in pasto alle tribù del Kenya, nei cui occhi si possono leggere un insieme di senshashoni che donazioni in soldi o esshe emme esshe difficilmente potrebbero eguagliare.

Ben Howard
di Marta Conte — Scoperte musicali: il 2012 è stato un anno fruttuoso per quanto riguarda le mie scoperte musicali. Ho infatti deciso di lasciarmi alle spalle lo snobbismo da rocker-wannabe adolescenziale per stimolare le mie papille gustative musicali. Dopo una breve tappa nella musica Pop (ti amo Lana del Rey! – leggetelo con l’entusiasmo con cui lo urlerebbe una tredicenne al concerto) sono approdata al folk: non solo ho rinnovato il mio amore per i Mumford and Sons, ma ho anche scoperto un altro cantautore britannico dalla voce roca e i testi melanconici ma non sdolcinati: Ben Howard. Ad oggi ha registrato solo un album, Every Kingdom, datato 2011 e che, manco a dirlo, è assolutamente introvabile in Italia. Speriamo che tra un anno, se dovessi essere ancora qui a stilare liste affini a questa, possa citare tra le cose belle del 2013 l’aver potuto stringere tra le mani questo CD, se non addirittura essere andata ad un concerto del caro Ben in Italia.

Un record mondiale
di Anita Richelli — Come forse alcuni di voi già sanno, una delle tante attività non remunerative a cui mi dedico è la gestione di un posto sulle colline veronesi chiamato Casetta Lou Fai. L’ho fatto nascere l’estate tra la seconda e la terza liceo e ogni estate ospita concerti e feste grazie al prezioso aiuto di mio fratello e altri amici. Mesi fa i miei compari di avventura della Vaggimal Records hanno ricevuto una mail in cui si chiedeva di organizzare un mini concerto per aiutare una band canadese a battere il record di più concerti in più stati diversi nel giro di 24 ore. Abbiamo ovviamente detto di sì. Poi la storia completa la racconterò ai miei nipoti perché è davvero divertente. Fatto sta che uno dei momenti più alti e assurdi dell’anno è stato vedere i mitici The Burning Hell suonare per 30 minuti alla Casetta, per poi proseguire verso la Slovenia. Arrivavano dall’Austria. Avevano suonato anche in Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia, Svizzera e… Liechtenstein (sì, uno stato piccolo piccolo ma senza il quale tutto questo sarebbe stato impossibile). E tutto questo non è poi neanche un record ufficiale (perché quelli hanno delle regole complicatissime). Quindi sì, una cosa assurda, just for fun. Fantastico!


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  1. verdeanita

    31 dicembre

    Moda di Marta Conte lo sottoscrivo tutto.

  2. pao986

    31 dicembre

    Wristcutters l’ho adorato, certo non è un capolavoro ma è delizioso. E poi ha il pregio di avermi fatto scoprire i Gogol Bordello 🙂

  3. Marta Conte

    31 dicembre

    Grazie Anita!

  4. Bonnie

    1 gennaio

    meraviglioso briatore-crozza! 😀

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