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Bronies: perché si può essere uomini e amare ̶...

Bronies: perché si può essere uomini e amare “My little pony”.

Questo articolo nasce perché mi sono accorta che sul web non ci sono pagine dedicate a questo fenomeno in italiano, mentre a mio avviso si tratta di qualcosa di importanza capitale.
Come spiega questo video, i bronies sono i fan del cartone animato My little pony-Friendship is magic. Ho detto i fan. Maschi. Spesso adulti. (Il termine coniuga la parola “ponies” a “bros”, di cui suppongo non dovervi spiegare il significato). Decisamente non il target per cui, nella concezione comune, il cartone era stato ideato, come potrete facilmente intuire dalle immagini. Arcobaleni. Rosa come se piovesse. Piccoli cavallini alla ricerca dell’amicizia.

E infatti la comunità dei bronies suscita non poche perplessità. Googlando il termine, uno dei primi articoli che vi si trovano è questo, tradotto “Bronies: uomini adulti a cui piace My little pony e perché questo mi disturba”. L’autrice in questione sostiene di vederci un pericoloso nesso con la pedofilia, cosa che francamente mi sembra improbabile. Se si guarda la pagina di facebook dei bronies italiani si vede facilmente come oggetto d’interesse e di fascinazione non siano i bambini che giocano con i mini pony o guardano lo show, ma proprio lo show stesso. Mi sembra più plausibile che il motivo per cui anche uomini fatti possano essere interessati a un cartone simile sia quello espresso nel filmato: “It’s a great show”.
Per fortuna siamo in un’epoca che sta (in Italia ancora con fatica) riconoscendo interesse e valore artistico anche a forme una volta relegate all’infanzia come il fumetto e l’animazione. Chiaramente i bronies appartengono a una fascia di consumatori che sono già abituati ad avere a che fare con prodotti di questo genere. Non a caso una delle riviste ad occuparsi per prima di questa “tribù” è stata Wired.
Quello che c’è di rivoluzionario in questa questione, com’è evidente, è il fatto che a contare sia la qualità del prodotto, non la sua presunta destinazione, e la sua fruizione indipendente da parte dei consumatori. Non importa se era stato pensato per bambine di sei anni, sembrano dirci i bronies, noi prendiamo questo show e lo decliniamo come vogliamo. In questa operazione si legge non soltanto uno smaccato disinteresse per il concetto normativo  di segregazione di genere nel concept di prodotti rivolti all’infanzia (i bronies non si sentono meno “maschi” per il fatto di guardare questo show, non sono necessariamente persone queer, ma anzi hanno creato una comunità proprio per rivendicare il loro diritto di vivere quella che sembra una contraddizione ai più: essere uomini e guardare My little pony), ma anche una liberatoria abilità nel riappropriarsi di ciò che sembra ci venga imposto dall’alto, in nome di una spectatorship che fa del libero riutilizzo di un oggetto una forma di ribellione al sistema consumistico che ci impone non solo un prodotto ma anche l’uso che se ne dovrebbe fare. Infine, credo che se fossi una madre intenderei come una garanzia di qualità (ad esempio in termini di trame elaborate e personaggi complessi) del cartone che faccio vedere a mia figlia il fatto che anche delle persone adulte, e per giunta uomini, decidano di andare contro ai pregiudizi pur di potersi goedere lo show.


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  1. Simone

    27 novembre

    Vorrei fare una piccola nota: negli ultimi anni c’e’ stato un cambiamento di target di questo show ( e di simili prodotti, come puo’ essere Adventure Time per dirne uno) verso quella categoria che si puo’ definire young adults; pur mantenendo la “grafica”, anche se con certi cambiamenti nello stile, vengono spesso fatti riferimenti/allusioni non comprensibili da un pubblico bambino ma destinati ad un pubblico piu’ adulto.
    La qualita’ e’ dovuta proprio a questo: essendo destinato (pur essendo ancora apprezzabile da un pubblico bambino) ad un pubblico piu’ adulto non puo’ permettersi troppe semplificazioni nella trama/personaggi, piuttosto il contrario.

  2. Bianca Bonollo

    27 novembre

    Yesss! E’ l’alba di un cambiamento epocale 😀

  3. d.r.

    2 maggio

    io non mi pento di essere un brony

  4. LOrenzo Gasparrini

    11 luglio

    Grazie! Non sapevo che io e mio figlio Ivan fossimo bronies 🙂

    P.S. Gran bel blog. Dàje così.

  5. gvax comp

    31 luglio

    ma ce cazz.o ma ki va a vede certe cazz.te io mela prendo xke mi orella piace tanto my little pony ed è x questo ke li odio nn posso vedermi mai one piece caz.o

  6. […] vestito della Bella Addormentata: rosa per la Disney, blu per il resto del mondo di Marta Corato Bronies: perché si può essere uomini e amare “My little pony” di Elisa Cuter Sempre dalla parte delle bambine: Tomboy (C. Sciamma, 2011) di Veronica Tosetti Le […]

  7. applejack

    22 febbraio

    io amo i my little pony, sono maschio anch’io e sono brony, e la mia preferita è applejack. ho 14 anni. amo my little pony di ogni cosa

  8. […] toccano i dinosauri della Valle Incantata e i personaggi di Vai Diego, alle bambine i cavalli di My Little Pony e Dora […]

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