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A volte ritornano – Le reunion che mi hanno ...

A volte ritornano – Le reunion che mi hanno fatto perdere la fiducia nell’umanità

Se c’è una cosa che mi fa venire voglia di prendere il mio prossimo a mazzate, quel qualcosa sono le reunion di band che un tempo erano rilevanti e che ora mi perplimono immensamente. In realtà mi deprimono anche le reunion di band che un tempo erano inutili e che ora lo sono diventate ancora di più, ma questo è dovuto al fatto che sono una persona intollerante.
Quella che segue è una lista delle reunion che mi hanno fatta soffrire di più. Godetene.

Smashing Pumpkins
Dei deliri del non più giovane William Corgan ho già parlato. Ogni volta che il mio cervello si risintonizza sull’informazione: “gli SP esistono ancora, ma in realtà no” vengo colta dallo sconforto. O meglio, dalla tristessa. Vorrei tanto che Corgan si mettesse il cuore in pace e la smettesse di fare il finto metallaro, perché non riesco proprio a credere ch’egli sia una versione aggiornata della persona che scrisse i pezzi che sono finiti nei primi album nonché la miriade di splendide b-side che sono agilmente recuperabili oggi.

Alice in Chains
Speravo tanto che, con il triste trapasso di Layne Staley nel 2002, gli Alice in Chains fossero ufficialmente defunti. Invece nel 2006 Cantrell e soci hanno pensato che fosse sensato rimettersi in tour. In queste occasioni mi chiedo sempre quale sia il motore dietro a simili scelte: i soldi? l’impossibilità di stare lontano dal palco? la nostalgia? l’idiozia? Non lo so. Resta il fatto che ho voluto molto bene agli Alice in Chains e che mi dispiace saperli in tour senza Staley, magari di fronte al solito pubblico di padovani privi di memoria e di buon senso.

Slint
Non dimenticherò mai la notte del mio primo ascolto di Spiderland e le migliaia di finestre che si aprirono nella mia testa mentre realizzavo l’immensità di ciò che risiedeva in quel pezzo di materia senz’anima che chiamiamo cd. Spiderland è uno dei miei dischi preferiti, ma anche il primo album degli Slint – Tweez – mi piace un sacco. La dilatazione dei tempi, il perfezionismo, l’ossessività, le sferzate di distorsioni e le urla che occupano quei due album, per quanto mi riguarda, sono qualcosa di divino.
Ebbi l’occasione di vedere gli Slint dal vivo nel 2007, a seguito della reunion del 2005. Per qualche motivo non avevo preso in considerazione il fatto che le band math rock sono forse peggio di quelle prog quando si tratta di fare concerti che suonino del tutto identici agli album. O il fatto che le band math rock tendano ad ignorare il pubblico e a farsi i fatti loro senza neanche dire ciao a chi ha fatto centinaia di chilometri per rendere grazie alle persone che hanno dato vita ad un pezzo d’Arte. Il fatto che Slint fossero in tour nel formato “vi facciamo tutto Spiderland, due pezzi extra alla fine e poi ce ne andiamo senza salutare” non ha aiutato molto. Quella serata ha scalfito un pochino la mia fiducia nella band di Louisville, motivo per cui mi sono trovata a desiderare che non si fossero mai riuniti.

Spice Girls
Come ogni ex bimba degli anni ’90 che si rispetti, anch’io volevo molto bene alle Spice Girls. Avevo i loro dischi su cassetta e li ascoltavo ballucchiando. Rompevo le scatole ai miei genitori perché mi comprassero le gomme da masticare delle Spice, che contenevano dei simpatici adesivi, e avevo anche l’album delle figurine che fu commercializzato dopo l’uscita del film Spice World. Quando Geri Halliwell lasciò il gruppo e le restanti quattro Spice uscirono con il singolo Goodbye (1998) ci restai male. Era proprio un brutto spettacolo da vedere, per una ex bimba degli anni ’90. Le Spice non potevano che essere cinque.
Quindi, a rigor di logica, avrei dovuto apprezzare la reunion del 2007, con il rientro in formazione di Geri e il tour con i costumi identici a quelli stereotipici delle Spice Girls ai tempi del primo album, solo molto più sbarluccicosi. Invece no. Fu triste e basta.

The Who
Gli Who si sono riuniti così tante volte e in modo così profondamente imbarazzante da lasciarmi senza parole. Davvero. Perché lo fanno? Il mio parentado è pieno di stoici fan degli Who che ogni volta ci cascano e vanno a vederli quando passano per l’Italia. L’ultima volta persino uno dei miei tanti zii revivalisti, che ha sempre nutrito una cieca fiducia nelle capacità canore di Roger Daltrey, è arrivato a lamentarsi dell’evidente collasso vocale del suo idolo. Questo vorrà pur dire qualcosa. E non mi lancio nella polemica sul fatto che il 50% dei membri originali della band sono morti, altrimenti finirei per suonare banalmente fanatica.

Soundgarden
Apprezzavo molto il fatto che i Soundgarden si fossero sciolti dopo Down on the Upside, consapevoli di aver prodotto una mezza schifezza. Ho apprezzato di meno ciò che Chris Cornell ha fatto in seguito da solista, dall’osceno Euphoria Morning alla colonna sonora dell’ennesimo 007, passando per la collaborazione con Timbaland. Il fatto che in questo preciso istante una versione riunita e decrepita dei Soundgarden stia lavorando ad un nuovo album che, stando ad una dichiarazione Kim Thayil, suonerebbe simile al maledetto Down on the Upside, mi fa perdere la fede nel grunge (a parte nei Mudhoney, che sono sempre carini ed apprezzabili).

My Bloody Valentine
A volte mi viene da pensare che sia tutta colpa delle persone meravigliose che si sono inventate l’All Tomorrow’s Parties, il festival che viene periodicamente dato in gestione ad una band che funge da headliner e che cura il resto della line-up. I My Bloody Valentine non si sono riuniti per una data dell’ATP (cosa che invece hanno fatto gli Slint), ma ci sono andati vicino. Come nel caso di Spiderland, Loveless dei MBV è uno dei miei dischi preferiti. Lo scoprii quando avevo sedici o diciassette anni e mi sconvolse come pochi altri album mi hanno sconvolta nel corso della mia breve vita da ascoltatrice maniaca. Ignoravo cosa fosse lo shoegaze nonché il fatto che gli strumenti musicali e le voci si potessero effettare in modo stratificato. Per questo motivo Loveless mi parve particolarmente ultraterreno, come se un essere umano non potesse usare strumenti analogici ed uscirsene con un suono del genere. Non riuscivo a capacitarmene.
Fu dunque con grande gioia che appresi della reunion dei MBV. Speravo tanto di poter fare esperienza di uno dei loro concerti, perché immaginavo che dal vivo fossero così potenti da uccidermi, dato che su album mi avevano offerto dei trip non indifferenti. Mi recai dunque in buona compagnia nell’estremo nord della Francia, al delizioso festival La Route du Rock, in parte proprio perché la band di Kevin Shields era tra gli headliner. Il pomeriggio che precedette il concerto fu disturbato da ore ed ore di soundcheck per i MBV, motivo per cui ci rimasi un po’ male quando mi resi conto che Shields e soci avevano voluto tutti gli strumenti sistemati in modo tale da produrre un casino amorfo e insopportabile sparato a volumi immondi, nel quale le voci scomparivano del tutto. Non mi aspettavo un concerto che riprendesse pari pari i pezzi nelle versioni che compaiono sugli album, ma almeno riconoscerli vagamente nelle contorsioni sonore che si stavano consumando sul palco sarebbe stato carino.

E voi? Quali sono le reunion che vi hanno fatto più tristezza? Parliamone nei commenti.


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  1. Simone B.

    11 gennaio

    Hai messo i tappi con i My Bloody Valantine?

    In ogni caso finchè il nunero di biglietti venduti supera i costi é sensato che si facciano le reunion.

  2. SmettoQV

    11 gennaio

    vediamo che succede con gli At The Drive In…in compenso la reunion dei Rage Against The Machine non mi ha dato tanto fastidio (anche perchè così ho potuto finalmente vederli dal vivo, uno dei miei più grandi crucci).

  3. Bonnie

    12 gennaio

    Guns’n Roses. Ok che la mia adorazione per Axl potrebbe anche portarmi ad andarli a vedere in concerto, ma senza Slash e gli altri è come se fossero una cover band abbastanza scarsa. E non parliamo poi di quello schifo di disco comunemente conosciuto come Chinese Democracy!

  4. Gabriele

    12 gennaio

    ricordo di aver trovato abbastanza deprimente il prezzo del biglietto per il tour di reunion dei System of a Down. poi, a dire il vero, tutto ciò che è venuto dopo il primo album (escluso Mesmerize) aveva già sparsi in sé molteplici semi di tristezza. non parliamo dei solismi vari pre-reunion. ah, è doloroso essere nati alla musica tramite il metal.

  5. Luca B

    12 gennaio

    La reunion dei Guided By Voices non mi rattrista, ma ne parlo lo stesso, proprio perché mi esalta l’idea che possano venire in Italia!
    E i Dinosaur Jr? Anche quelli sono tornati in grande stile (cioè con lo stesso stile, sostanzialmente)! E che dire dei Sebadoh?
    Eh eh sono totalmente fuori tema. Anzi, una in tema ce l’ho anch’io: i Silverchair! Questi feticci grunge-adolescenziali già si erano sputtanati sul finir di secolo (come se non mi vergognassi anche quando sento canzoni del primo album), poi si sono pure riuniti a fine anni zero!! Salvo tornare al silenzio l’anno scorso, mi dice Wikipedia.

  6. margherita

    12 gennaio

    wow, quanti spunti. dovremmo dare un post collettivo con i contributi di lettori/autrici con le ALTRE reunion più o meno allucinanti.

  7. alessio

    12 gennaio

    però grazie a dio si sono riuniti i massimo volume!

    tornando in tema, non sono stati citati i litfiba, che anche loro avevano dato prova di indecenza, ma l’ultimo singolo è di una comicità involontaria clamorosa!

  8. Margherita Ferrari

    13 gennaio

    in effetti i massimo volume rappresentano una valida eccezione allo scempio revivalistico degli ultimi anni.
    sui litfiba in realtà non ho molto da dire perché li conosco poco.
    in italia però è abbastanza raro che le band facciano delle reunion perché una volta raggiunto il successo pare che non si sciolgano mai. è terribile. ah, il mainstream!

  9. Valeria Righele

    13 gennaio

    gli Shandon iniziano oggi il loro reunion tour 2012. mi piacevano parecchio, all’epoca (ai loro live mi son sempre divertita assaje). attendo con ansia (e lievi fremiti) il momento in cui potrò rivedere Olly sul palco, sperando sia sempre deliziosamente smarzo come un tempo (ah, i kilt, che nostalgia!)nel caso si rivelino un fiasco, non esiterò a scriverci un post in merito, btw.

    mi ricordano la mia adolescenza. maggie, tu capisci cosa intendo quando uso quel termine <3

  10. […] Castles. Eccetera eccetera. Facciamo qualcosa, fermiamo questa epidemia. Prima della prossima reunion delle Spice Girls, prima che sia troppo tardi. Prima che ci sia la reunion di Dawson’s Creek diventi realtà. […]

  11. simo

    16 febbraio

    il mio primo vero amore nel genere indie sono stati i Sisters of Mercy, che con una raccolta di best of mi hanno aperto ad un mondo per me fino ad allora sconosciuto (ignorante realtà di piccolo paese), quello del dark, della wave, del post punk, dell’elettronica, dell’industrial, dello shoegaze… arrivato tardi anagraficamente ho letteralmente divorato quintalate di vinili e mi son fatto una solida cultura, seppur settoriale, in questi generi… ormai sono distante anni luce dai Sisters e il gothic rock di questo stampo in genere mi fa molto storcere il naso, tuttavia non potevo esimermi dal vedere i sisters live e vedere un’ombra di loro stessi con un Eldritch ormai quasi afono (la voce era stata il marchio distintivo del genere, emulata da tanti gruppetti a venire), varie steccate, canzoni rifatte quasi metal, stravolte… vi giuro mi ha spezzato il cuore, tanto quanto le continue prese di distanza dal genere da parte di Eldritch stesso… ma se c’hai marciato e guadagnato sopra per anni perché? Per far finta di essere oltre? ormai quel genere è morto è sepolto e chi non ha saputo rinnovarsi (ben più arduo che sfondare è mantenere la gloria, il colpo di culo può capitare a tutti), meglio si rassegni e magari la smetta di fare delle reunion-pantomima… meglio farsi ricordare per come si era… certo però che il vil denaro fa girare il mondo e le bollette da pagare ci sono per tutti 😉

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