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Warpaint: Nobody has to find out what’s in my mind...

Warpaint: Nobody has to find out what’s in my mind tonight

Lee Ranaldo dei Sonic Youth, indiscusso idolo indie, è stato intervistato di recente su D. Sulle pagine del settimanale gli è stato chiesto di consigliare delle band da ascoltare a seconda dello stato d’animo; il chitarrista ha suggerito di ascoltare i Cure quando siamo innamorati e Neil Young quando siamo depressi. Trovo che le Warpaint stiano da qualche parte nella terra di mezzo fra amore e afflizione; anzi, credo che squarcino il velo che apparentemene le separa mostrando l’intimo e inestricabile legame che rende le due emozioni una cosa sola. Le loro canzoni parlano di attaccamento e intimità, di distacco e conflitto; le voci di Emily Kokal e Theresa Waynman si alternano in una cornice sonora eterea, sognante, irrequieta, sensuale e ipnotica. Cornice che riescono a infiammare ed estinguere entro ogni singolo pezzo.

Quando mi sono accostato per la prima volta a The Fool (Rough Trade, 2010), il loro album d’esordio, ho associato le ragazze della band ad un’immagine di serietà in blu e nero del tipo evocato dalla musica di Slowdive e Cocteau Twins. Niente di più distante dal vero: le Warpaint scherzano senza sosta, on e off stage, durante le interviste, fra una canzone dal vivo e l’altra. Non stupisce che la stampa sia impazzita per loro, se consideriamo anche che le quattro ragazze sono portatrici di una spiccata avvenenza, facile materiale per innumerevoli set fotografici, durante i quali non abbandonano di certo l’ilarità: NME ha rifiutato la loro proposta di farsi immortalare tutte con la barba da ebreo chassidico per la copertina di un numero di novembre.

Le Warpaint amano parlare di sé come artiste che seguono un percorso profondamente personale, e giocano con le etichette loro affibbiate: «progressive brutal, psychedelia (you can’t avoid that)», dice Theresa, la “ragazza seria” del gruppo, in un’intervista; «and licky luscious pop», aggiunge la batterista Stella Mozgawa per completare il quadro.

Queste ragazze sono la dimostrazione che un gruppo di sole donne può imbracciare gli strumenti e spaccare tanto quanto (e più) delle band composte perlopiù da uomini. Sono un brillante esempio per tutte le ragazzine cui viene insegnato che il ruolo delle donne nel mondo della musica sta fra il pubblico, ad urlare eccitate in direzione degli uomini sul palco.

Qui trovate le Warpaint in un’intervista ai tempi del primo EP.

Citazione preferita del momento: You learn a lot just by being awkward, sometimes.


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  1. Margherita

    11 ottobre

    chissà che tornino presto a suonare in italia…

  2. […] Come avevamo già rilevato nel 2011, ai tempi di The Fool (Rough Trade), l’esordio sulla lunga distanza, le quattro ragazze californiane hanno gusto e talento da vendere. Non a caso, fin dai tempi del primo EP, Exquisite Corpse (Manimal Vinyl, 2007), sono andate raccogliendo consensi sia tra gli amanti delle rumorosità shoegaze sia tra gli estimatori dei pezzi pop ben scritti e carichi di struggimento. […]

  3. […] alla nausea Exquisite Corpse (Manimal Vinyl, 2009), il primo EP pubblicato dalla band californiana. Parlai su queste pagine della «cornice sonora eterea, sognante, irrequieta, sensuale e ipnotica» entro la quale si […]

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