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Skate or Die in Karmakoma Beach – Qualche tr...

Skate or Die in Karmakoma Beach – Qualche trucchetto appreso direttamente da un pro-skater di Los Angeles

Prendete un giovane americano (elemento A) che per sua disgrazia si ritrova catapultato nel bel mezzo della Pianura Padana, alla stazione ferroviaria del vostro paesino, alle 7 di sera di una calda giornata di luglio. Solo alcune rotoballe all’orizzonte, biglietteria chiusa e qualche vecchietto che dà da mangiare ai pesci nella fontanella lì davanti (in grado di comunicare solo in piemontese o, al più, in calabrese stretto).
Arrivate alla stazione, splendide come il sole (elemento B), con una valigia in una mano e un gelato nell’altra come cena. Ora, è naturale che elemento A ed elemento B convergano.

A: “Do you speak English?”
B: “Yes, I do” (in perfetto inglese britannico, tentando di non far macello con il gelato e la valigia)
A: “Oh, for God’s sake! I think you’re the only one who can in miles!!”
B: (nella testa: ma va?!)

Aiutate poi il giovane americano a fare un biglietto e a prendere con voi quel benedetto treno per Torino. Durante il viaggio siate gioviali, sciogliete i suoi dubbi su Trenitalia, la vita, l’universo e tutto quanto. Salutatevi scambiandovi i contatti su Facebook. Il giorno dopo postate il trailer del film Dogtown and Z-boys che per caso avete visto la sera prima e che vi è piaciuto un sacco, anche se avreste voluto saperne di più su Peggy Oki. (Valeria ne ha parlato qui).

Se il vostro karma è pulito, verrà fuori che il vostro amico USA è in realtà un pro-skater di Los Angeles, ha la tavola in valigia e vuole sdebitarsi con voi. Mettetevi comode, jeans lunghi ma assolutamente non larghi o bracaloni e scarpe da ginnastica che non vi spiace rovinare. Andate al parco del vostro paese con il vostro amico, togliete le ragnatele dall’ half pipe che inspiegabilmente mai nessuno ha utilizzato e aprite le orecchie.
Il vostro amico vi spiegherà che:

  1. ha messo anche sua nonna sullo skate e si è pure divertita;
  2. se avete fatto sport come il pattinaggio o lo snowboard siete avvantaggiate, in più il vostro metro e sessanta di natura implica un baricentro più basso e meno sforzo per stare in equilibrio;
  3. preparatevi a cadere, farvi male e rialzarvi; tutto sta nel capire come cadere bene (e il divertimento annulla il dolore).

Tutto qui? Chiedetevi perché nessuno ve lo abbia mai spiegato e soprattutto perché sia considerato uno sport “da maschi” mentre il pattinaggio, non dissimile, uno sport “da femmine”.

Altre cose che ho imparato nella giornata sono che lo skate ha un naso e una coda, che servono a cambiare direzione e per i tricks. I piedi vanno messi paralleli l’uno all’ altro con le punte leggermente rivolte verso l’interno, ovvero perpendicolari alla tavola.  Alla fine del pomeriggio mi ero spinta sul pipe e avevo provato rovinosamente a fare ollie. Vi assicuro che tornerete a casa sporche, con delle ferite di guerra, ma contente.

Ho pensato più volte di prendere uno skate e provarci per conto mio, ma sono un po’ gnugna* e penso che dopo poco lascerei perdere, perché non mi piacerebbe in solitaria. A volte mi sono fermata in piazza Castello, a Torino, dove c’è un monumento che è noto ai più come monumento degli skater, ma non ho mai visto nessuna ragazza in skate. Sembra che ci aspetti  che le ragazze
stiano ai bordi, ad incitare quel povero cristo che riesce a una volta su tre a concludere un ollie, ma guai ad imparare ad usare la
tavola. Di questo strano fenomeno ne aveva già parlato Margherita, riferendosi alla “scena” vicentina.

Cosa succede nelle vostre città? Conoscete skater donne?

Pochi giorni fa, Giulia, una delle ragazze di Soft Revolution ha postato sulla nostra bacheca facebook un video assolutamente favoloso (che trovate qui sotto), su un gruppo di ragazze spagnole che fanno skate su longboard, e mi è venuta voglia di riprovarci, ma aspetto lidi migliori di quelli del mio paesino.


Carving the Mountains from Juan Rayos on Vimeo.

*espressione gergale praticamente intraducibile, indica: 1. la ragazza gné gné, conformista, quella che vi guarda male se avete un capello fuori posto e vi guarda peggio se i capelli li avete viola; vd. anche gnugna secca; 2. in questo caso, “babba”.


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  1. Giulia

    5 Dicembre

    l’espressione gnugna da oggi entrerà nel mio vocabolario giornaliero!! 🙂
    Bel post, ci piacciono le ragazze in skate!

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