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Se ti dico pornografia cosa ti viene in mente? #3

Se ti dico pornografia cosa ti viene in mente? #3

Si fa presto a dire porno ma, a fronte di una definizione di genere abbastanza consolidata, sono molto differenti le opinioni riguardo l’utilità, la moralità, la fruizione dell’hard in genere. Se ti dico pornografia che cosa ti viene in mente? Ho riproposto la domanda ad un campione di giovani piuttosto variegato per professione, formazione, credo ed inclinazione sessuale con risultati altrettanto eterogenei. Alcuni hanno deciso di non esprimersi e, in questo come in altri settori, anche la non espressione vuol dire qualcosa. Pudore? Disinteresse? Paura di dire banalità? Inibizione? Non è dato saperlo, però è dato sapere che cos’hanno risposto i coraggiosi che non si sono tirati indietro rispetto a questa piccola sfida. Da rispettosa della privacy indicherò le persone attraverso nomi fittizi che però diano l’idea del sesso dell’intervistato. Godetevi questa parentesi voyeristica, alcuni sono veri e propri pezzi di letteratura.

Doralice: “Onestamente non mi piace. Non per moralismo, eh. Ritengo che il porno in sè, con moderazione, possa avere la sua turpe utilità in certe occasioni (del resto è il rito di iniziazione di tutti i ragazzini, e può dare l’input per risvegliare qualche vita di coppia un po’ troppo noiosa)…ma parlando da donna non posso concepirlo in modo diverso da un “passatempo per soli uomini”. Negazionista della libido femminile? Certamente no, ma ammettiamolo: si tratta di uomini dotati… dell’espressività di una paletta, e di donne spontanee e naturali come bambole gonfiabili.Anche volendo, dal mio punto di vista i porno non riescono a far breccia nell’immaginario erotico femminile, che semplicemente è fatto in maniera differente e si nutre anche di sguardi, situazioni, aspettative…non solo di genitali al vento!”

Mazinga: “Nel periodo adolescenziale, quando la pornografia esercitava una forte curiosità nei miei compagni di classe, a me appariva come un approccio forzato alla sessualità: un’esperienza non libera perché argomento di interesse condizionale all’ingresso in un gruppo. Per questo motivo, ho snobbato la pornografia fino alla terza superiore. Dopo le mie prime esperienze sessuali, dal mio compagno di banco (ancora fermo ai giornaletti) ho iniziato a farmi prestare qualche fumetto (la quarta ora del mercoledì pomeriggio era inaffrontabile), da cui prendevo alcuni spunti da rielaborare con calma, il pomeriggio successivo. Per quanto riguarda i film, non essendo un amante del cinema, il genere porno non mi ha incuriosito, anche se è capitato, nelle noiose serate dei circoli della ridente località segreta XXX, di “mettere su” delle VHS vietatissime a noi minori di 18 anni. C’è un’eccezione: Così fan tutte, con Claudia Koll. Finite le superiori, l’interesse è quasi completamente scomparso. In sostanza, ho avuto un rapporto accidentale, alimentato un po’ dalla noia e un po’ dalla comodità di avere un grossista di stampa specializzata come compagno di banco”.

Rodomonte: “I porno sono il diavolo fatto persona, ed è bello giacere con i satanassi. Scrivere articoli sui porno, parlare di porno, è un cortocircuito post-moderno e anche un po’ reazionario: il porno si gira, si guarda, si bagna, ma non si discute (si cela negli hard disk, in cartelle dai nomi esotici racchiuse a loro volta da sottocartelle che non credevi possibili). Non si discute perché non esiste. Sarebbe bello condurre le nostre vite in ambienti spogli, arredati male, con la voce che rimbomba da una parete all’altra. Oppure in lussuose ville che, se edificate sul suolo italiano, sarebbero il proscenio di una vita da camorrista. Sarebbe bello un minuto e mezzo di corteggiamento per la segretaria, uno e mezzo per la mamma dell’amico, uno e mezzo per la maggiorata col costume da bagno della figlia. Neri, asiatici, nonne e delfini: tutti si amano. O meglio, non si amano. Ecco cosa sarebbe bello: bandire l’amore dalle nostre vite. Bandire l’anelito al Thanatos. Peni circoncisi finalizzati a perdere chili: se le nostre vite fossero questo, sono sicuro che, scaricando un porno, non si scaricherebbero nemmeno i virus annessi e connessi. Ho detto scaricare? Li farebbero vedere alle elementari (l’industria pornocinematografica sarebbe in ginocchio). I nostri nonni guardavano i dagherrotipi delle donne nude. Si evince che, senza porno, non saremmo mai nati.”

Fantaghirò: “Il porno…certamente non è una cosa che condanno, credo che sia la naturale proiezione di pulsioni e istinti che quotidianamente proviamo tutti. Nessuna censura, per carità… Può diventare anche ispirazione, preliminare per l’autoerotismo o per l’erotismo a due, occasione di “imparare” cose a cui non si pensava. Vedere che in tanti hanno fantasie comuni alle tue, o anche più spinte, può dare il coraggio di infrangere certe barriere con il partner. In questo senso penso sia una parentesi divertente, se vissuta con una sana dose di (auto)ironia.Tuttavia non credo che ci siano solo aspetti positivi. Da quel che sento, soprattutto per gli uomini ma anche per le donne può diventare frustrante perché mette a confronto con modelli artificiali, per di più costruiti a tavolino. Situazioni e tempi che hanno più della prestazione atletica che dell’incontro intimo tra due persone con un’anima e dei sentimenti. Corpi spesso privi di difetti, dialoghi artefatti o inesistenti…dicono che sia perché i registi sono maschi, e in effetti quelli che ho visto io avevano tutti un “punto di vista” maschile, ma non penso sia tanto una questione di sesso del regista. Credo sia una scelta precisa: si tratta di intrattenimento e sesso, risposta a bisogni elementari. L’eccitazione di base, quella che viene per emulazione di ciò che vedi e che sfoghi, tutto lì. Dopodiché quando ti confronti con la realtà, capisci il bisogno di intimità, di fiducia per lasciarsi andare e per provare davvero appagamento da un rapporto. Insomma sono cose che si sanno e non vorrei scadere troppo nella banalità parlando di quanto può essere eccitante un bacio dato da un uomo che ti stringe a se e ti vuole bene. Poi non voglio attaccare con la questione della mercificazione del corpo, questo no. Però mi piacerebbe che il “punto di vista” di cui sopra, quello che c’è dietro la regia di un film porno, restasse dov’è e non invadesse i palinsesti dei canali pubblici, i programmi a ogni ora della giornata e, soprattutto, la pubblicità. Credo che il danno sia lì: l’utilizzo di messaggi sessuali al di fuori del povero film porno, che uno può scegliere se vedere o no una volta ogni tanto, liberamente e consapevolmente. Invece il bombardamento di corpi nudi in pose sexy o oscene, i messaggi continuamente ambigui, sono deleteri, soprattutto per la donna che diventa in ogni ambito e in ogni occasione del giorno la stessa donna-oggetto del film porno, appiattendo la sua personalità a un ruolo che, per gioco o per piacere, può davvero recitare (anche volentieri), ma che certamente non la rappresenta in toto”.

Ufo robot: “Il porno non è nel mio quotidiano, ma credo che nella società attuale ce ne sia molto. Non sono contro al porno, non lo vedo come un male da combattere tenacemente, mi vien solo tristezza a pensare che sia nella quotidianità di qualcuno. Devo dire altre banalità?”

Se siete riusciti a fare sintesi e a capirci qualcosa siete stati bravi. A me interessava darvi uno spaccato di porno-pensiero. La mia opinione? Nella prossima puntata.


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  1. Nur

    17 ottobre

    Secondo me il campione maschile preso è veramente non rappresentativo. In tutta la mia vita non mi è mai capitato di incontrare un ragazzo che non avesse interesse per il porno, mai! Poi si possono avere opinioni e reazioni diverse al riguardo, ma credo di non sbagliare ad approssimare dicendo che un buon 90% dei ragazzi ne fa un uso (quasi) quotidiano

  2. Margherita

    17 ottobre

    Anch’io ho trovato i brani dei ragazzi alquanto strani. Magari siamo noi ad avere un pregiudizio al contrario, ma non ne sarei così sicura. Alla prima occasione mi metterò alla ricerca di qualche articolo scientifico sull’argomento, così magari ne si può estrapolare un buon dato sui consumi dichiarati. Qualcosa mi dice che però sarà difficile trovare dati del genere sugli italiani… Staremo a vedere…

  3. L'uccello che gira un casino

    17 ottobre

    Caterina Bonetti è brava, mi piace come scrive, ma penso che dovrebbe dedicare un articolo analogo ai film di kung-fu.

  4. Caterina Bonetti

    21 ottobre

    Kung fu? Beh ci faccio un pensiero! Comunque sia garantisco che tutte le testimonianze sono veritiere e i maschi maschi…fino a prova contraria almeno

  5. elriko

    22 febbraio

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