Crea sito

Porno d’autore, nudo e crudo

Ho pensato parecchio a come strutturare un post “storico” sul porno, poi ho pensato che non c’era nulla di meglio che presentare degli “assaggi” di eros d’autore direttamente a voi, voraci e lascivetti lettori. E così eccoci ai titoli d’inizio, con i primi incipitari versi dei Sonetti lussuriosi  di Pietro Aretino, insuperabile maestro del genere (millecinquecento mica l’altro ieri). Vi suggerisco la lettura integrale di quest’opera, ne vale la pena.

Fottiamci, anima mia, fottiamci presto / Mettimi un dito in cul, caro vecchione/ Questo cazzo vogl’io, non un tesoro! /Posami questa gamba in su la spalla/ Perch’io prov’or un sì solenne cazzo/ Tu m’hai il cazzo in la potta, e il cul mi vedi/ Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia/ E saria pur una coglioneria/ Questo è pur un bel cazzo lungo e grosso/ Io ‘l voglio in cul. – Tu mi perdonerai/ Apri le coscie, acciò ch’io vegga bene/ Marte, maledettissimo poltrone!/ Dammi la lingua, appunta i piedi al muro/ Non tirar, fottutello di Cupido/ Il putto poppa, e poppa anche la potta/ Sta cheto bambin mio; ninna, ninna!

Passando a cose ben più raffinate, scritte dalla penna di una cortigiana veneziana del Cinquecento, a voi un brano di Veronica Franco, donna sulla quale spero di tornare presto anche su queste pagine. Moderna quanto mai, forte, seducente, indipendente.

E qual ella si sia, la mia bellezza, | quella che di lodar non sète stanco, | spenderò poscia in vostra contentezza: | dolcemente congiunta al vostro fianco, | le delizie d’amor farò gustarvi, | quand’egli è ben appreso al lato manco; | e ‘n ciò potrei tal diletto recarvi, | che chiamar vi potreste per contento, | e d’avantaggio appresso innamorarvi.

Ancora, delizioso nel suo genere, il dialettale Giorgio Baffo, di cui riporto la lode delle Tette (ma ci sarebbero opere su opere da citare).

Care Tette, vù sè l’unica, e sola
Parte, che più someggia alle culate;
Vù sè quelle colline delicate,
Dove in mezzo, co i puol, i Oselli svola.

Sè quella bella vista, che consola,
Perchè proprio parè la vìa del late;
Beati, chi ve mette sù le zate,
Che come cera al fogo se descola.

Oh! Cari bei festoni della Dona,
Vù sè quelle fatture benedette,
Che ne fà, che ne piasa più la Mona.

Sè quella bella mostra, che promette
Ghe sia de sotto della roba bona,
Che per el più hà bon Cul chi hà bone Tette.

E questo solo limitandoci al ristretto periodo 500-700…la letteratura “minore” è piena di personaggi interessanti dal punto di vista dello stimolo erotico, basta solo cercare. Forse se si conoscessero meglio ci scandalizzeremo di meno del porno oggigiorno. Perché se la pornografia ha dei risvolti negativi, avvilenti e a volte anche violenti, un sano erotismo, il gioco iconico e verbale sul sesso, sui corpi e su tutto quanto vi è connesso, intrecciato e avvinghiato fa bene, stimola, consola, diverte. Ecco, forse se ne parla troppo, dal punto di vista morale, etico, artistico. Forse servirebbe (lo dico provocatoriamente) più pratica. Il sesso è una delle funzioni vitali per l’uomo, un bisogno primario, come mangiare e dormire. Se, lo dicono ormai tutti i maggiori esperti dei rispettivi settori, a mangiare e dormire bene s’impara… lezioni di sesso. Ed ecco il porno.


RELATED POST

  1. Valeria Righele

    31 ottobre

    Molto interessante, Cate. Conoscevo solo Aretino e i suoi sonetti, mentre ignoravo l’esistenza della Franco e di Baffo (che scrivendo in venexian peraltro mi fa molto sorridere). Ho un sacco di lacune per quanto riguarda la produzione letteraria, non solo erotica, del periodo su cui ti sei concentrata tu. Questo post mi ha dato l’ennesimo input per recuperarla.
    Se volessi approfondire un discorso su Veronica Franco, ti dico già che sarei curiosa di leggerlo 🙂

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.