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Open Books pt. 2: una bibliografia erotica

Open Books pt. 2: una bibliografia erotica

La settimana scorsa Caterina B. si è sbizzarrita consigliandovi diversi testi erotici nella prima parte della nostra bibliografia a tema di ottobre e proponendovi un approfondimento su Porno di Irvine Welsh.
Questa è la seconda parte della bibliografia erotica di cui sopra, questa volta compilata in forma collettiva da Marta Magni, Caterina Ghobert, Eleonora Andronaco e Valeria Righele.

Felice Newman The whole lesbian sex book
Non un manuale, ma IL manuale. Sulla falsariga di tutto quello che avete sempre desiderato sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere, in questo libro c’è tutto-tutto-tutto, veramente tutto, qualsiasi cosa. Probabilmente anche cose che avreste volentieri fatto a meno di sapere. Corredato di illustrazioni. (M.M.)

Ann Bannon Lesbo Pulp

Assolutamente d’antan. Come da copertina, Gay sex, prima dell’era dell’ outing. Eros Vintage! Atmosfere ed ambientazioni anni ’50, butch- femme, struggimenti, New York e gonne a ruota. Una valle delle bambole in salsa saffica. Primo di una serie di sei, purtroppo l’unico tradotto in Italia. (M.M.)

Melissa P. Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire

Questo romanzo fu pubblicato nel 2003, quando l’autrice, Melissa Panarello, era appena diciottenne. Il pubblico e la critica si spaccarono subito in due: da un lato lo scandalo per i contenuti, dall’altra la solita pruriginosità italiota. Romanzo verosimilmente autobiografico, racconta senza troppi giri di parole l’iniziazione al sesso e le spericolate esperienze erotiche di Melissa. La ragazza, ancora minorenne – spinta sia dal desiderio di “rivincita” dopo una “prima volta” vissuta male, sia dal desiderio di trasgredire le norme dettate da famiglia, religione e società -si dà un gran da fare a destra e a manca.
Ho letto questo libro in tempi non sospetti, quando ero ancora una ragazzina “innocente”, e, forse per questo, forse perché la Panarello ce la mette davvero tutta per rendere ridicolo il suo personaggio, l’unico effetto sortito su di me è stato un riso stupidino. Il romanzo ha ispirato un film di scarsissimo valore (forse perché uno si sarebbe aspettato un bel pornazzo) che rende ancora più surreale e macchiettistica la storia narrata. (C.G.)

J.T. Leroy Sarah
Come tutti i libri arrivati per posta, questo volume edito da Fazi riesce miracolosamente a conservare il fascino di dieci anni fa. Jeremiah Terminator Leroy è l’autore-invenzione-rivelazione di Laura Albert, autorelegatasi a personaggio secondario – musicista fallita – nella vita del grande benché inesistente J.T. (giovane, maschio e di successo) di cui Sarah è l’autobiografia parziale. Il titolo è il nome della madre di J.T., assunto poi a nome d’arte dal giovanissimo protagonista, nella cui storia i termini ‘travestitismo’, ‘prostituzione’ e ‘degrado’ sono fuori luogo quanto meritano. Leggetelo, sul serio. Sarete le uniche della vostra classe a sapere che cos’è un osso di pene di procione. (E.A.)

Alison Bechdel Dykes
Alison Bechdel è una fumettista americana che ha creato negli anni Ottanta una striscia di fumetti intitolata “Dykes to watch out for”: protagonista è un gruppo di amiche lesbiche alle prese con il lavoro, l’università, le compagne, i figli. Questo volume edito da Rizzoli (per la collana Bur 24/7) raccoglie gli episodi migliori della serie, rendendo finalmente accessibile il suo lavoro anche al pubblico italiano (fiumi di ringraziamenti a Francesco Pacifico che ne ha curato la traduzione). Fumetto d’avanguardia per quegli anni, a detta della Bechdel voleva essere un “antidoto al diffuso stereotipo delle lesbiche come deviate, malate, noiose e poco raccomandabili”. Leggete le storie di Mo e le altre, e giudicate voi se c’è riuscita.
Proibito perché? Le varie tavole mostrano anche donne che fanno l’amore. Stiamo scherzando? (V.R.)

Laure Charpentier Gigola
Anni Sessanta, Parigi: Laure è troppo arrogante, troppo bella e troppo svogliata per studiare medicina. Decide allora di mettere il suo incantevole personale al servizio di ricche annoiate signore francesi. Cosa sarebbe successo a Thérèse e Isabelle se anziché intrecciare una relazione fra loro fossero state sedotte dalla direttrice del collegio. (M.M.)

William Cooper Sesso estremo

Altro manuale. Meno dettagliato di The Whole lesbian sex book, diciamo più un compendio. Niente particolari splatter (per quello c’è Sesso estremo volume II), tono asciutto e senza fronzoli, informazioni che potrebbero sempre tornarvi utili. (M.M.)

Isabella Santacroce I libri della Trilogia dello Spavento

Proibiti perché? La nostra educazione puritana ci ha insegnato che è bene tener nascosti libri che menzionano dildi, cazzi e perversioni di vario genere. (V.R.)

1) FLUO – Storie di giovani a Riccione
Le trasgressioni, le agende rubate, le chiacchiere in stazione, i sex toys, gli sproloqui televisivi e il divertimento anni Novanta visti dagli occhi di una cinica giovane riccionese.

Bevo acqua minerale naturale San Benedetto dal residuo fisso a 180° e guardo foto scandalo molto estive di Gigi Sabani versione integrale steso a prua di qualche macchina galleggiante supervetroresinata del tipo Ferretti Craft. Altra acqua oligominerale. Nuove foto. Altre tette televisive. Lady Diana a gambe larghe. Sgarbi in mutande. Anna Falchi in moto con Fiorello, Fiorello al bar con Miss Italia. Gabriella Carlucci senza minigonna. (…) Novella 2000 trovato per caso abbandonato sopra una qualsiasi panchina del lunga riccionese. Sicuramente appartenuto a non piacente neodivorziata sui quaranta, con il baffo prematuro e lo scamiciato simil-pareo molto cecoslovacco. Dodicenni ad alto contenuto muriatico inscenano corrosive e degeneranti battaglie Power Rangers simulando morti ogni cinque secondi e teste tagliate di netto come pomodori maturi.

2) DESTROY

Il primo libro che ho letto della Santacroce. Sulla copertina, un’illustrazione di Charles Burns.
La storia è quella di Misty, una ragazza di origini italiane che vive a Londra e tira a campare prostituendosi quanto basta e bevendo colluttorio. Misty legge i manga, ascolta un fottio di musica e fa sesso o guarda la gente che lo fa solo per colmare il vuoto insaziabile che la divora.

Misty cara, questa settimana dovrai solo spazzolarmi i capelli cantando So Real di Jeff Buckley e sussurrarmi in modo ambiguo che sei la più bella del reame, prima nell’orecchio sinistro e poi in quello destro, il tutto per 20 minuti. Penso che 50 sterline possano bastare. Non credi, mia inquieta amica?” Getto il colluttorio nel water e mentre tiro l’acqua rispondo che la storia può interessarmi ma che ne voglio subito 200 per memorizzare magistralmente So Real. Cosa non da poco. (…) Jeff Buckley abbassa la testa e sussurra I love you. Il pomeriggio è alla fine. Si accendono i lampioni come piccole lune nella nebbia. Telefonata sticker per me. Bacio il cordless con la bocca che sa di Gore 3941 e ripeto I love you.

3) LUMINAL

“Questa è la storia di Demon e Davi”. Amicizia, amore, morbosità in una nuvola di barbiturico Luminal. Un libro scritto per essere citato ad ogni pié sospinto. Quando l’avrete letto desidererete essere.meno.agitate.

Nel camerino di Denise con Davi per una pausa non pensiamo a nulla con le gambe sul tavolino fumiamo Gitanes.
Denise: Vorrei che il mio viso apparisse sulla copertina di Vogue.
Davi: Io vorrei essere Vogue.
Denise: Vorrei un duplice primo piano con il trucco sfatto e le lacrime fino al mento.
Davi: E un adesivo della Ferrari sulla fronte.
Denise: Non pensate che il mio viso sia perfetto per la copertina di Vogue?
Davi: Lady D. non approverebbe.
Demon: Lady D. è morta.
Davi: Viva la regina!
Denise si avvicina allo specchio e con un pennarello traccia un rettangolo formato rivista attorno al suo primo piano. Scrivendoci sopra “Vogue” inizia a piangere e le lacrime le scendono fino al mento facendole colare il trucco.

D. H. Lawrence L’amante di Lady Chatterley
Congediamoci – infine – dalla clausura con questo libro semplicemente pruriginoso. Interessante riflettere su come l’infrazione delle norme sociali – nella cui descrizione ovviamente affoga la narrativa – accresca notevolmente il prurito. Fatevelo prestare dalle vostre madri, che di sicuro ce l’hanno e che quasi di sicuro lo tengono proprio accanto a Gibran (e vedrete che Your children/ Are not your children alla fine c’entra). (E.A.)


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