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Open Books pt. 1: una bibliografia erotica

Open Books pt. 1: una bibliografia erotica

E’ difficile compilare una bibliografia erotica: che cosa rientra chiaramente nel genere? Che cosa può essere ritenuto oggettivamente erotico e non solo pornografico o sentimentale? In letteratura (non voglio parlare di ciarpame di terza categoria) la definizione non è stringente. Un romanzo rosa, un viaggio sentimentale può trasformarsi in qualcosa di profondamente erotico agli occhi di chi lo legge: la percezione, l’interpretazione fa da discrimine. Dunque è chiaro che ogni bibliografia erotica che si rispetti partirà dalle esperienze letterarie di chi la compila. Una cosa molto intima, viene da dire, ma decido ugualmente di darmi all’impresa. Da dove partire? Dai classici?

L’Ars amandi di Ovidio è qualcosa d’imprescindibile certo, così come i Carmi catulliani, ma vorrei spingermi fin dall’inizio un po’ più in là perché, se è vero che a mio parere non vi è nulla di più erotico, nel senso stretto del termine, della confessione di Francesca nel V canto dell’Inferno (Quando leggemmo il disiato riso/ esser baciato da cotanto amante/ questi, che mai da me non fia diviso,/ la bocca mi bacò tutto tremante./Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:/ quel giorno più non vi leggemmo avante), confessione che risveglia con la sola suggestione tutto un ricco immaginario di atti amatori, è altrettanto vero che possiamo da subito puntare su qualcosa di più esplicito. E cosa c’è di più esplicito dei romanzi di Irvine Welsh? Di Porno, di cui vi ho già parlato, di Tolleranza Zero o Trainspotting, con le loro masturbazioni, le loro scopate, il loro linguaggio nudo e crudo? Forse fin troppo nudo e crudo. A volte stufa anche, tanto che a rileggerlo “da più grandi” può lasciare delusi. Tutt’altro discorso quello di Philip Roth e del suo erotismo moltiplicatore: il Lamento di Portnoy si interseca meravigliosamente con Il professore di desiderio in un continuo rimando di ammiccamenti ed esplicite descrizioni. Puro piacere sensuale per il lettore, stile pregevolissimo. Più simile a Welsh il caro Bret Easton Ellis, una chicca per gli amanti del sadismo e del connubio sesso-violenza: non parlo solo di American psycho, ma anche di Meno di zero e Le regole dell’attrazione.

Per restare in tema di sadismo, ma con un livello stilistico di tutt’altra portata, vale la pena di leggere nella vita qualcosa del marchese De Sade: per noi nulla di sconvolgente, ma vale la pena di collocarlo nel suo contesto storico. Fatto? Bene, ora ditemi voi se non ne valeva la pena. Ritornando alla letteratura anglo americana direi che non posso non citare Chad Kultgen, poco noto in Italia, ma apprezzato all’estero per il suo The average american male, che sottotitolerei: tutto quello che non vorreste sapere (pulzelle) su quanto passa nel cervello maschile quando si ragiona di sesso, ma è assolutamente necessario sappiate. Pensiero involuto? Leggetelo, è più semplice a leggersi che a riassumersi. Sulla letteratura italiana sono poco ferrata: sembra quasi che noi italiani parliamo molto d’amore, facciamo sesso, ma scriviamo poco a riguardo, se non qualche sporadica cosa o delle solenni boiate. Forse perché siamo stati da sempre le vittime predilette dell’Indice degli autori proibiti (sul quale ci sarebbero fior fior di articoli da fare), finendo per credere che Boccaccio e Masuccio Salernitano fossero immorali corruttori? Non so dirlo. Però se proprio lo vogliamo far rientrare nella definizione, consiglierei Il Piacere di D’Annunzio, autore che va letto, stile perfettissimo, qualche piccola perversione qua e là. Italiani, rivoluzionari, ai nostri occhi quasi teneri, Rocco e Antonia con il loro Porci con le ali, sovvertitori dell’ordine costituito e paladini del movimento di liberazione sessuale. Sesso e politica, ma non quello schifo di Bunga Bunga del nostro Re travicello.

I cugini d’oltralpe sono sempre stati più delicati (e più perversi di noi) nel trattare certe tematiche. Accantonando De Sade direi che non si può non aver mai letto nulla della splendida Colette: Il puro e l’impuro o la serie di Cheri, sono veri e propri capolavori, per non parlare della vita della scrittrice, anticonformista e troppo avanti per il suo tempo. E ancora Marguerite Duras con il suo L’amante oppure Occhi blu, capelli neri, libri delicati e semplicemente ammiccanti, per palati fini. Con leggerezza scivolerei poi nel paese del Sol levante, maestro nell’arte erotica dei manga e forse ancora di più nelle languide descrizioni narrative di cui abbiamo esempio nel Diario di una concubina imperiale di Nijo, oppure nella Virtù femminile di Harumi Setouchi. Bellissime ed eccitanti descrizioni fanno parte del panorama di uno dei più grandi scrittori contemporanei: Haruki Murakami, con i suoi dormiveglia in Kafka sulla spiaggia e descrizioni notturne del Passaggio della notte. Quasi in ogni suo libro però l’autore inserisce una delicata scena erotica: l’eros fa parte della vita, come il sogno e tutto il resto, e lui lo racconta. Ma i giapponesi sanno essere sadici e violenti tanto quanto i più perversi occidentali e lo sa bene Natsuo Kirno che con il suo Grotesque ci porta nel fondo più fondo della sessualità, in un viaggio che ti tiene letteralmente incollato alle pagine.

Sono già a buon punto nei miei vaneggiamenti, ma non posso non citare qualcosa di più saggistico, di più erudito quasi, come Michel Onfray e la sua Teoria del corpo amoroso, oppure Ilda Bartoloni e il suo Come lo fanno le ragazze, per concludere con un testo assolutamente immancabile negli scaffali di chi frequenta queste pagine ovvero I monologhi della vagina di Eve Ensler. Ho detto tutto? Ho detto poco, ma mi fermo qui, altrimenti finisco l’inchiostro. Buone letture!


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  1. Margherita Ferrari

    14 ottobre

    beh, direi che ho molti classici da recuperare. grazie per la miriade di consigli 😉 tra l’altro anch’io pensavo di consigliare setouchi. quel romanzo mi è piaciuto moltissimo.

  2. Caterina Bonetti

    16 ottobre

    In realtà dovrei ringraziare io soft per avermi spinto ad ordinare la mia personale bibliografia erotica…son cose che di tanto in tanto, per genere, andrebbero fatte.

  3. […] per festeggiare il 15esimo anniversario dal primo V-Day, il giorno dedicato alla messa in scena de I monologhi della Vagina, spettacolo teatrale passato alla storia per aver introdotto una nuova attitudine nel parlare di […]

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