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Mordimi Tutta, o quello che sta succedendo alla le...

Mordimi Tutta, o quello che sta succedendo alla letteratura per adolescenti

Quando Harry Potter è stato spostato dalla letteratura per ragazzini alla sezione classici, un enorme vuoto si è aperto nella sezione young adults. Questo buco è stato riempito da un miliardo di copie della nostra saga romantico-necrofila del cuore, Twilight.

Lunedì scorso sono andata in gita da Waterstone’s Piccadilly, la mia libreria preferita (di cinque piani enormi, con dentro una cartoleria, un reparto riviste ed un bar – praticamente il paradiso) ; nonostante il terrore mi attanagliasse, mi sono inoltrata come un ninja nell’area bambini ed ho documentato lo stato agghiacciante di quasi metà del secondo piano.
L’era dei vampiri ha trasformato la sezione giovani lettori in un altare a qualsiasi genere di creatura sovrannaturale – dai vampiri ai mannari, con una quota politica di alieni, fantasmi e una gamma infinita di mostri e mutaforma. Si può trovare di tutto – letteralmente, eh – sotto il classico logo a W, a cui un designer sottopagato ha aggiunto un paio di canini vampiri per l’occasione.
C’è una quantità praticamente infinita di libri dagli intriganti titoli mono-parola (Torment, Crescendo, Forbidden e Halo, tanto per fare un po’ di esempi) ma anche eleganti esempi di riferimenti alla Thatcher – probabilmente involontari – in Iron Queen.
Ma la parte peggiore della è decisamente l’ampia gamma di rimaneggiamenti dei classici.
Quando gli editori si vergognavano a stipendiare gente per queste baggianate, hanno ingaggiato una manica di grafici disperati e hanno rifatto le copertine dei classici in modo che assomigliassero a Twilight.
Mi è passata davanti la versione bianco-rosso-nero di Cime tempestose, insieme ad una copia di Amleto con attaccato un adesivo che diceva “The ultimate brooding teenager!” (Il teenager più tormentato di tutti).
Immaginatevi una preadolescente con i bollori per Edward Cullen, seduta sotto il suo poster grandezza naturale di Robert Pattinson che cerca di capire cos’abbiano in comune Eddino e Amleto. Ecco, infatti.
In altri casi, della gente senza alcuna dignità è stata pagata per venire fuori con delle perle da brivido: ci sono i titoli famosi come Pride, Prejudice & Zombies e Sense, Sensibility & Sea Monsters, ma anche volumi imperdibili Frankenstein’s Girl e Jane Slayer. Oppure volete fare finta di non sapere neanche che esistono, e vi capirei perfettamente.
“E’ diventata una vera mania dopo Twilight” ha detto Alex, commessa di Waterstone‘s apertamente anti-Cullen. “Non posso credere che abbiamo un’intera sezione di questa roba” ha confessato mentre mi tirava fuori una copia della sua disgrazia letteraria preferita, Jane and the Damned, e leggeva ad alta voce il sottotitolo: ‘It’s more than her wit that’s biting’ (non è solo la sua arguzia a mordere).
Onestamente, l’unica cosa che volevo mordere era la testa dell’autore.
La morale è che forse in Italia la situazione non è ancora così devastante, ma dal resto del mondo stanno facendo di tutto per rincretinire la generazione che viene dopo la nostra.
Ho cercato disperatamente, prima di trovare tracce di normalità – Guida galattica per gli autostoppisti, o cose tipo Jacqueline Wilson o Philip Pullman o Terry Pratchett – ed è stato difficilissimo.
Io in seconda media leggevo ancora Bianca Pitzorno perché ero un po’ lenta, ma a quanto pare mia cugina per il suo compleanno vuole la serie completa di The Vampire Diaries.
Vorrei non chiudere questo post con una frase alla “ah, quand’ero tredicenne io” e “sui giovani oggi ci scatarro su”, ma mi sembra che il tutto si stia sempre più uniformando verso il basso.
Se neanche i libri possono più aiutare ad uscire dall’abisso di ignoranza agghiacciante in cui stiamo precipitando, io comincerei a preoccuparmi un pochino.

  1. Elisa

    1 giugno

  2. […] Sparare sulla letteratura per adolescenti è facile, in apparenza, come sparare sulla Croce Rossa. Gli esempi di prodotti editoriali che hanno avuto ampio successo tra ragazzi e ragazze e che, al contempo, hanno scatenato ondate di disgusto tra “gli intellettuali” o “la gente che legge libri veri” si sprecano. Non occorre che faccia nomi. Sapete tutt* di cosa sto parlando. […]

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