rullino #5

Domenica 13 Marzo verrà da me ricordata come la prima domenica di primavera dopo il mio primo, freddo e lungo inverno berlinese. Vedere la primavera arrivare dopo un inverno così lungo è una delle cose più belle di cui si possa fare esperienza.
Le domeniche di sole a Berlino seguono più o meno sempre la stessa tabella di marcia, almeno per me: spostamento nel vecchio Est, brunch e giro per il mercato delle pulci di Mauer Park.
A dire la verità, il mercato in sé è molto carino ma dopo due domeniche ci si accorge che è sempre uguale. Ma Mauer Park è anche un posto che la domenica si anima di variegati personaggi a caso. Quella domenica, ad esempio, il mio amico Paul aveva detto “Dai, c’è il sole: facciamo una specie di festa!”. La festa consisteva in tre carrelli della spesa pieni di dischi e birra. Lui e il suo amico Till montarono una postazione per Dj e l’attaccarono ad un generatore. Trovarono anche il modo di appendere una mirrorball.
Stesi la mia copertina dell’Ikea da settanta centesimi per terra, mi approvvigionai al carrello della birra e mi misi ad osservare l’accadimento.
Guardando la mirrorball che sbrilluccicava nel cielo e tutte quelle persone che, tranquillamente, cominciavano a ballare elettronica alle due del pomeriggio, non poté non venirmi in mente la mia cara piazza Dante, dove i giovini veronesi si riunivano il mercoledì sera per suonare e dove, dopo un’ordinanza idiota del caro sindaco Tosi che vietava di suonare strumenti dopo le 22, comparvero volanti della polizia violente e con i fanali roteanti. A quei tempi scrissi una lettera poco simpatica al mio primo cittadino, in cui chiedevo se davvero pensasse che l’intento primo dei giovini veronesi fosse quello di svegliare la sig. Rosa, che si lamentava perché i butei i fasea cagnara. Non pensava, il primo cittadino, che forse i giovini veronesi erano lì a suonare i bonghi perché non c’era null’altro da fare? Ragionavo sul fatto che, a causa di questo terrore instillato da ordinanze roboanti, a nessuno dei miei amici veneti sarebbe mai venuto in mente di fare una cosa come andare in un parco con i carrelli pieni di dischi e birra.
Ricordo, peraltro, che una volta dei miei amici si trovarono in un parco di Verona per registrare un video. E la polizia arrivò perché qualcuno si era preoccupato e insospettito dal fatto che nel parco ci fosse troppa gente.
La festa di quella domenica, che i miei amici avevano chiamato “Laues Lüftchen”, che vuol dire “brezza leggera”, si protrasse fino al tramonto, che a Berlino a marzo arriva ancora presto. Con il calare delle tenebre arrivarono anche i poliziotti, che chiesero cortesemente i documenti e ci invitarono a levare le tende.
Non è che Berlino sia la patria della libertà assoluta, eh. Anche qui ci vogliono i permessi e bisogna seguire delle regole. Ma almeno qui possiedono una cosa fondamentale che si chiama buon senso.
Vista la buona riuscita del primo djset, i miei amici ne hanno organizzati altri, sempre nel fine settimana.. Una domenica hanno dovuto cambiare posto tre volte. Alla fine hanno trovato un prato lungo un canale che confina da un lato con una zona industriale e dall’altro con l’autostrada. I vicini rombiballe erano sempre in agguato e la polizia è venuta a far visita anche lì. Ma ci avevano lasciato fare. Avevano detto che finché le lamentele non sono troppe, potevamo andare avanti. Da quelle parti la polizia ha spesso a che fare con cose ben peggiori di un centinaio di poco più che ventenni che ballano.
Ecco, io sono sicura che in realtà certe cose potrebbero accadere anche dalle nostre parti, se solo ci togliessimo dalla testa tutti i divieti e le paure insensate che ci hanno inculcato da tempo immemore. Ecco, io non so come, ma vorrei tanto che la gente ballasse nei parchi, o anche solo che ci andasse. Perché mi sembra che non siamo capaci neanche di andare al parco.
Forse basterebbe comprare a Tosi un biglietto d’aereo per Berlino per la prossima domenica.