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Lady Gaga is part of This-Endless-Revival

Lady Gaga is part of This-Endless-Revival

 

Gaga Haters LTD

Non so chi di voi abbia visto la performance pre-fama di Stefani Germanotta a Mtv Boiling Points. Ecco, per farla breve, c’è lei che si incazza artificialmente con una cameriera scazzona che le restituisce il piatto che le aveva tolto mentre lei era uscita a fare una telefonata, ma con un bel tovagliolo di carta appallottolato sopra. Stefani è la prima tra i concorrenti a mandarla a stendere. Tra le sue prime comparse in video c’è anche una scena nella serie tv – giustificabilmente di culto – dei Soprano, in cui il giovane A.J. organizza una festa di vandalismo nella piscina della scuola. Inutile dire che lei è una delle invitate. Viene ripresa – avrà sedici anni – mentre ride con una bottiglia in mano.

Il termine Haus of Gaga potrebbe indicare un’avanguardia artistica, non fosse altro per una poco coerente scelta linguistica. Credo che il termine più appropriato sia House of Gaga, analogamente alla House of Deréon di Beyoncè, a definire una qualsiasi casa di moda, con la differenza che apparentemente è Beyoncè a sfornare vestiti e non il contrario.
Credo sia proprio questo il punto. La House of Gaga è un’industria assoggettata al successo di un singolo quanto i migliori ministeri propagandistici dittatoriali. Chiunque abbia un minimo di gusto musicale – che in una certa misura non può non essere dettato dalla conoscenza anche intuitiva della sua storia – non può che esserne disgustato. Qui inserisco un period concettuale enorme, a dire che ci sono anche artisti della contemporaneità che non ritengo essere meritevoli di comparazioni con altri – del passato ma anche del presente – come si fa in quelle parentesi a volte poco plausibili nelle recensioni musicali qui in giro sul web, generando di solito vorticose rotazioni dei bulbi oculari nel lettore erudito.
C’è stato anche un tempo – e in buona parte c’è ancora – in cui la mancanza totale di contenuto e/o di capacità di un artista era compensata dalla sua – altrettanto abilmente orchestrata – parvenza scenica. Questo restava confinato nella sfera dell’implicito, e chi non era condannato al possesso di un senso critico neanche se ne accorgeva. Questo è un pudore andato perso, a mio parere uno dei pochi che sarebbe stato il caso di mantenere. Lady Gaga che dice “voglio solo essere la star più famosa del mondo” facendone un proposito concreto è uno schiaffo alla dignità degli artisti non dotati di un tale solidissimo apparato iperpromozionale e svela in maniera anche odiosamente parziale un mondo, quello dell’industria delle popstar globali, che per qualsiasi essere pensante non è nient’altro che deprimente. Lo è altrettanto la pretesa di dare credibilità warholiana a questa presunta riflessione sulla fama, per cui lancio un secondo period maggiore del primo, lasciando a tutte le persone di buonsenso l’onere di giudicare se questo mero reinvestire il guadagno di un buon investimento iniziale sia tacciabile di una pretesa artistica maggiore di quella espressa nel film Zoolander.
Per farmi un’idea iniziale di Lady Gaga ho fatto quello che ogni suo fan dotato di buonsenso dovrebbe fare. Ho guardato una sua intervista televisiva. E magari più di una. Non ci vuole una scienza per capire che la ragazza non ha una grande personalità comunicativa da accompagnare al suo outfit. Confido nella possibilità che presto si smetta di credere al fatto che l’abito sia espressione di personalità per un individuo di tal fatta, per il quale si potrebbe tranquillamente affermare che sia l’abito ad aver fatto la monaca.
Mi rendo conto che sto facendo il gioco scemo di Lady Gaga quando scrivo nel ruolo di suo detrattore. E’ puramente funzionale alla sua esistenza di presunta costante trasgressività, seppur stolidamente giustificata da frasi fatte da dentista tipo “Suona il piano da quando aveva quattro anni”, che comunque non è dotata di alcun senso. Per questo sarebbe stato più coerente non scriverne, per non fare neppure da amplificatore involontario. Non faccio che tradire una mia sporadica fiducia, penso a volte con qualche inspiegato candore che anche lei condividerà il destino delle altre artiste della sua risma e che nessuno si ricorderà di lei come espressione di qualcosa, se non facendo spallucce come per una cosa ovvia.

  1. scimmia gialla

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  2. Cat

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