Crea sito
READING

Il nastrone della settimana: Non si esce vivi dagl...

Il nastrone della settimana: Non si esce vivi dagli anni ’80

A ventiquattro anni inizio a sentirmi vecchia. Probabilmente sembrerò ridicola, ma è proprio così, e so anche indicarvi il momento in cui questa sensazione è cominciata: quando le discoteche hanno smesso di proporre serate “revival anni 80” e le hanno sostituite coi “revival anni 90”. Insomma, perché una serata sia definita revival deve passare un significativo lasso di tempo, e io gli anni ’90 li ho vissuti in pieno, me li ricordo. Questo vuol dire che ho vissuto per un significativo lasso di tempo, e quindi mi sento vecchia.
Non come gli anni ’80, che non ho mai vissuto realmente. Sono nata troppo tardi; dopo neanche quattro anni entravo già nel decennio delle salopette e delle camicie a quadri, del grunge e delle Spice Girls. Li ho vissuti però di riflesso, soprattutto nella musica, ritrovandomi a cercare, con puro spirito di collezionista, il b-side del gruppo semi-sconosciuto, arrivando solo qualche anno più tardi alla logica conclusione che se un gruppo è durato una stagione e non lo ricorda nessuno un motivo ci sarà.
Eppure l’eredità musicale degli anni 80 pulsa ancora evidentemente in me come in molti gruppi contemporanei. Ascolto album pubblicati negli anni duemila e oltre e riconosco linee di basso, ritmi di batteria, voci che non possono confondersi.
Alcuni decenni lasciano il segno più di altri, proporzionalmente alla portata della rivoluzione che hanno accompagnato, e, musicalmente parlando, gli anni 80 sono stati senza dubbio un “momento 0”; hanno visto la piena maturità dell’esperienza del punk e il suo superamento col post-punk, nonché innumerevoli sperimentazioni nell’elettronica.
Ecco allora, in questo nastrone della settimana, qualche brano che, come me, è bloccato a prima che cadesse il muro.


(Qui c’è l’archivio scaricabile per le vostre passeggiate solitarie)

Afterhours – Non si esce vivi dagli anni ’80
The Organ – Basement band song
Interpol – Obstacle 1
Hu Huh Her –  Black and blue
Editors – Papillon
Black Kids – Partie traumatic
Royksopp – What else is there?
Sexy Sushi – I’m afraid
Kap Bambino – Batcaves
Felix Da Housecat – Neon Human


RELATED POST

  1. Marta Magni

    21 novembre

    il ritorno degli anni 90, sia nell’accezione musica da discoteca che nell’accezione vestiti brutti da discoteca sono una cosa orrida che andrebbe stroncata sul nascere. ormai è tardi, purtroppo. sigh

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.