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Il nastrone della settimana: Girls Rock!

Il nastrone della settimana: Girls Rock!

L’idea che le ragazze siano incapaci “per natura” di fare musica sporca, difficile, diversa dal pop più smieloso è sfortunatamente ancora molto diffusa, sia tra gli uomini sia tra le donne. Alle ragazzine viene fatto intendere che il rock sia un universo al quale posso accedere solo uomini dotati di una certa indole e di conoscenze tecniche che, ad una profana, tendono ad apparire come tavole in aramaico. Un discorso simile vale per le ragazzine che s’interessano di musica nel ruolo di ascoltatrici appassionate e che, come forse avrete osservato, suscitano spesso diffidenza o, nel migliore dei casi, stupore, nei loro interlocutori adulti.
Tutto ciò avviene perché nell’immaginario collettivo le ragazzine ascoltano musica facile, stupida e superficiale. Nell’immaginario collettivo le ragazzine non hanno niente di intelligente da dire, sono vacue e passive. Tali caratteristiche mal si conciliano con l’idea di musicista rock che tutti noi abbiamo interiorizzato poco per volta, crescendo e struggendoci su quelli che sono stati convenzionalmente indentificati come i migliori album di tutti i tempi.
A rompere questo schema è stato il movimento riot grrrl. In Italia esso è noto quasi esclusivamente grazie ai dischi che sono stati realizzati dalle ragazze che lo animavano, mentre la dimensione politica, sociale e umana che ne era la spina dorsale non sembra essere stata registrata neanche da chi quei dischi li ha ascoltati. L’idea di una Revolution Girl Style Now! è giunta ad alcune di noi senza che ce ne rendessimo veramente conto.
Facevamo parte delle “ragazzine anomale” che sconvolgono i negozianti comprando dischi “difficili” ed inaspettati. Approdammo alle Bikini Kill perché prima o poi era inevitabile che ciò accadesse.
Il bello delle Bikini Kill è che la loro musica può essere letta su vari livelli. Anche una ragazzina che non sappia bene l’inglese può essere travolta dal potere emanato dal suono grezzo e animalesco del primo ep e dalla voce maleducata e versatile di Kathleen Hanna. A volte bastano veramente solo le urla di una ventenne incazzata per far muovere qualcosa tra le tue viscere ben educate e silenziose, per spingerti a dubitare di tutto ciò che ti è stato fatto intendere a proposito del tuo ruolo al mondo e di ciò di cui dovresti avere paura.

Una delle perle che il movimento riot grrrl ci ha lasciato in eredità – oltre al Rock ‘n Roll Camp for Girls, di cui ci ha parlato Luca – è il germe di un’idea secondo la quale ogni ragazzina ha una voce e la sua voce è potente.
Il nastrone di questa settimana è dedicato a tutte coloro che stanno cercando un modo per amplificare la propria voce. Ci auguriamo che l’articolo denso e grondante storie di cui sopra, così come la musica che vi proponiamo oggi, ispirino ognuna di voi a prendere in mano uno strumento e a giocarci, senza timore di apparire ridicole o incompententi.


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  1. Valeria Righele

    26 settembre

    Stavo giusto per dirti: è ora del nastrone della settimana 🙂
    Ottimo, esaltante. A tutto volume, as usual. GRRRROARR

  2. Bonnie

    27 settembre

    Great!!:D Aggiungo solo una cosa: una delle cose (sorry per la ripetizione!) che più mi ha colpito qui in Québec è che non c’è una sola ragazza a cui non piacciano i Metallica o un qualche altro gruppo metal/hard rock (Red Hot Chili Peppers, Guns n’ Roses, ecc). In Italia, quando dicevo che apprezzo molto il metal, ero guardata come una pericolo extraterrestre mentre qui è normale.

  3. Giulio

    27 settembre

    Peccato che questa musica non sia facilissima da trovare 🙁

  4. Giulio

    27 settembre

    Peccato che questa musica non sia facilissima da trovare in formato liquido :/

  5. Cristina

    27 settembre

    grazie. Non sento dire queste cose in giro perciò è confortante almeno leggerle. Questo è quello che penso ogni volta che qualcuno mi dice “ah ma tu sei un tipo da (inserisci nome di band insulsa)”. E il nastrone è sempre atteso come un regalo.

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