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Gli acuti di Nek uccidono (o: le gioie della Pubbl...

Gli acuti di Nek uccidono (o: le gioie della Pubblicità Progresso)

Dopo le zanzare e la Santanchè, nella Top Three delle Piaghe dell’Umanità ci stanno le cosiddette Pubblicità Progresso.

Sono qui, tranquilla e in vacanza, che mi sfoglio una rivista estiva, e non voglio pensare a nulla se non alla rubrica della posta del cuore della rivista suddetta. Giro pagina, e mi tocca vedere una foto di una donna con un braccio artificiale che mi fa notare che, se facessi un incidente d’auto, dovrei ricordarmi di svitare la protesi prima di andare a dormire. Grazie. No, davvero. Già io ho la fobia delle amputazioni, e in ogni minuto in cui guido mi immagino la situazione che sto vivendo in versione catastrofica, ovvero “Come sarebbe se facessi un incidente adesso. E adesso. E adesso” con film mentali in stile Final Destination. A cosa serve questa pubblicità? Probabilmente io ho delle turbe mentali esagerate, ma penso che qualsiasi persona assennata sappia già che in macchina ci si può fare molto male.

Generalmente le persone sensibili, alle quali questo tipo di pubblicità non serve, sono proprio quelle che rimangono più impressionate di fronte a messaggi di questo tipo; non credo invece che uno spot del genere possa “illuminare” l’imbecille cocainomane amante della velocità (e con complessi di inferiorità).

Quando parlo di Pubblicità Progresso è perché le pubblicità di questo tipo sono comunemente dette così; in realtà la Fondazione Pubblicità Progresso è solo una delle associazioni non profit che le producono. Anche i vari Ministeri e i loro Dipartimenti spesso creano le proprie, in genere per la tv, infilandole ad esempio tra lo scoiattolo che scoreggia ghiaccio e il tizio che disegna un cerchio nella sabbia credendo di fondare una banca. Quelle dello Stato sono le migliori: lontanissime dal rischio di dare qualche informazione utile, garantiscono però grasse risate. Non so se vi siete persi il fantastico spot intitolato “Non ti fare, fatti la tua vita” (slogan che potrebbe andare bene anche contro gli ultrà), ma è un capolavoro del trash. Eccolo qua. Ringraziatemi.


Vediamo di interpretarlo insieme. Il filmato ritrae un “verosimile” momento di spaccio. Il ragazzo, in partenza per una gita scolastica, sta correndo verso l’autobus, che lo sta aspettando: essendo un drogato, è sempre in ritardo. Quando sta per salire, lo raggiunge di corsa un altro ragazzo: essendo ancora più drogato (anche se vestito e pettinato come un modello) non va in gita perché ha buttato nel cesso la sua vita. Si guardano, si toccano, si passano una cosa: la ragazza, che evidentemente ci vuole provare col biondino, trova fondamento in quello che le aveva detto la sua migliore amica, e cioè che è inutile provarci con lui perché è gay. Non solo si fida ciecamente della sua amica (anche se ci ha provato con quello che le piace), ma non ha neanche mai visto uno spacciatore fighetto che corre dietro alle persone accarezzandole e regalando droga, quindi esclude l’opzione. Come ulteriore riprova, lui salendo saluta calorosamente un maschio e, avendo capito (solo dopo averla scrutata bene) che la vicina di posto è di sesso femminile, non la caga di striscio, facendo finta di dormire.
Lei, che non ha capito che sta sulle palle a tutti indipendentemente dal loro orientamento sessuale, guarda le montagne, ed escogita un piano: tagliarlo fuori dal gruppo inseguendolo nella neve, trasformarsi in mummia e mordergli la giugulare. Purtroppo, lui è telepatico: avendo percepito i piani di lei, comprende che per se stesso non c’è scampo. Poiché è un drogato tutti lo odiano, nessuno (neanche il suo trombamico) lo avverte che nel frattempo si è arrivati da un po’ a destinazione. Alzatosi di soprassalto, gli si affacciano alla mente due alternative: darsi fuoco, o gettare il pegno d’amore di Federico, assecondando la strega e reprimendo la propria omosessualità per tutta la vita. Propende per la seconda ipotesi, anche perché il Focolare del Tempio delle Nevi è troppo piccolo per la sua stazza. Inoltre l’acuto di Nek che risuona nella sua testa risveglia il suo istinto masochista.

Non vedo altra ipotesi interpretativa.

Anche se mi ha regalato qualche giorno di ilarità, non si può dire che questa sia una Pubblicità Progresso degna di tale nome. Tralasciando questo innocuo esempio, che comunque potrebbe impressionare qualcuno (tutto è possibile), ci sono certi spot che superano il limite del buon gusto, limite che mano a mano si sposta sempre più in là.

Sì, perché lo scopo di queste réclame “educative” è scioccare lo spettatore (chiunque capiti a tiro), sempre più assuefatto o abituato a rigettare il messaggio. Come per le sigarette: all’inizio faceva scalpore vedere scritti in grassetto gli effetti del fumo (la Morteee!), poi ci si è abituati. In certi paesi sono quindi passati alle crude foto di tracheotomie, polmoni anneriti e affini. Un altro esempio: ricordo ancora (tanti sono stati gli incubi che ho fatto al riguardo) un manifesto, non mi ricordo più di che paese, contro la guida pericolosa. Ritraeva una ragazza completamente sfigurata, ustionata, senza naso, occhio e labbra, a seguito di un incidente stradale. Manifesto che, piuttosto che informarmi, ha alimentato, insieme ad altre campagne di questo tipo, una paura irrazionale che già avevo.

Spesso, in alternativa all’uso di immagini crude, si semplifica eccessivamente il messaggio, esagerandolo, per impressionare: se assumi droga, muori. Se fai sesso non protetto, resti incinta. Questa strategia rischia però di essere controproducente: una volta che uno prova e vede che questo stretto collegamento causa-effetto non c’è, come può capire in che misura c’è il rischio, e come evitarlo? Come può prendere per vera qualsiasi altra informazione, specialmente proveniente dalla stessa fonte, come lo Stato? Un messaggio di questo tipo non deve per forza semplificare e/o traumatizzare per provocare un’emozione, anzi: ricordo ancora bene una vecchia campagna contro le sigarette che ho trovato geniale.

Non aveva niente di cruento o disgustoso: mostrava tutte le situazioni in cui normalmente si fuma una sigaretta, solo che al posto della sigaretta c’era una trombetta, di quelle che usano per le feste dei bambini. E allora vedevi la gente seria chiacchierare soffiando a tratti queste trombette, peee, peee, o i ragazzi che, trasgredendo alle regole, si ritrovano nei bagni nella scuola a soffiare, peee, finché spaventati da passi in arrivo buttano le trombette nei wc, arrivando a quello che, non resistendo più, di notte si alza, ripesca dal cestino della spazzatura il pacchetto di trombette e prende a soffiare furiosamente dentro una di queste, peeeeeeeeee, peeeeee, da solo, seduto sul pavimento della cucina. Mi ricordo che in quel momento ho compreso tutta la futilità del vezzo di fumare. Trovo che, se proprio una Pubblicità Progresso deve esistere, può colpire anche con ironia ed intelligenza; non occorre provocare orrore ed incubi gratuiti.

 

E dato che lo scopo rimane quello di spingere le persone ad informarsi e decidere consapevolmente, perché costringerle a fare qualcosa a forza – e a forza di orrori – non si può, poi queste informazioni devi darle. Corrette, però. E allora dici che certe droghe in certe quantità danno dipendenza, certe uccidono, ma altre no. E che in certi momenti e in certi modi è poco probabile rimanere incinte, e in altri di più.
…e se fai uno spot contro l’evasione fiscale (orrendo, ma tralasciamo) come fai a non segnalare che esiste un numero per segnalare le evasioni fiscali (il 117, Guardia di Finanza)???
Ora che mi sono sfogata torno a leggere la posta del cuore di quella rivista e a godermi le mie ultime vacanze, ma ricordatevi sempre questa lezione: che la vita… rimane… la cosa… più bella… che… hoooOOOOOOOOOooooOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!

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  2. ita

    12 Settembre

    ahahahahhahhahhahahha fantastico!
    un ritorno in grande stile 😀

  3. Simone B.

    12 Settembre

    La pubblicità sull’evasione fiscale fa venire voglia di non farsi fare fattura e chiedere uno sconto.

  4. Cate Ghobert

    13 Settembre

    e gli acuti di Nek fanno venire voglia di drogarsi molto, molto più pesantemente

  5. Bonnie

    13 Settembre

    Ahahahahahahahahahah magnifico!!!!!

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