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GENTLEMEN BRONCOS: il delirio fantascientifico che...

GENTLEMEN BRONCOS: il delirio fantascientifico che non ti aspetti

Serpenti che cacano copiosamente sulle spalle dei loro proprietari; adolescenti che si scambiano un bacio non prima che uno dei due abbia riversato il contenuto del proprio stomaco nel primo cestino in seguito ad un impulsivo conato di vomito; malvagi antagonisti spaziali che privano l’eroe principale di una gonade per portare avanti il loro diabolico piano di distruzione…
Gentlemen Broncos” (2009) non è un film che conquista con facilità il cuore del pubblico (quelli che vi ho elencato sono solo alcuni esempi delle scene in grado di scatenare il nostro imbarazzo e/o la nostra perplessità di spettatori); ma parliamo pur sempre di un film di Jared e Jerusha Hess, in qualche modo questa coppia di cineasti (già autori del nerdissimo “Napoleon Dynamite” e del combattivo “Nacho libre”) ci ha abituato agli improvvisi lampi di sconcerto (salto sulla sedia seguito dalla consueta esclamazione “ Ma come?! Hhh!” ). Tuttavia, se almeno un po’ ci si fida di loro, il film lo si può continuare a guardare.

La trama principale del film, si badi, è di per sé semplice e appassionante: Benjamin Purvis (interpretato da Michael Angarano, a destra nella foto qui sopra) è un ragazzo piuttosto timido con una grande passione per la fantascienza e la scrittura che vive con la madre (Jennifer Coolidge, con Angarano nella foto), stralunata vedova che si arrabatta per sopravvivere cucendo vestiti oversize di dubbio gusto e provando a rivenderli a prezzi proibitivi. Un giorno Ben partecipa ad un Laboratorio di scrittura creativa, dove incontra il suo mito: Ronald Chevalier (l’ottimo Jemaine Clement, già visto nei Flight Of The Conchords), scrittore fantasy che esordì ad appena 15 anni, grazie ad una brillante trilogia letteraria sulle Cyborg Arpìe. Ai partecipanti al corso viene offerta la possibilità di pubblicare un proprio lavoro, previa accettazione di una giuria “comprovati professionisti dell’editoria” (di cui fa parte lo stesso Chevalier). Benjamin decide così di tentare la fortuna col suo ultimo racconto “I signori del lievito: gli anni di Bronco”, una storia evidentemente di fantasia che ha come protagonista Bronco (interpretato dal bravo Sam Rockwell), un irsuto guerriero, la cui figura si ispira, per ammissione dello stesso giovane autore, al padre scomparso da tempo. Si scopre in fretta, però, che l’esimio Dr. Chevalier è in realtà uno scrittore in piena crisi creativa che rischia di essere abbandonato dal suo editore se non riuscirà a consegnargli entro breve un nuovo bestseller. Dopo aver letto la storia di Benjamin (da un quaderno sgualcito sulla cui copertina il ragazzo aveva provato a creare un’accattivante coverart), il romanziere decide di plagiarla (aggiustandone giusto qualche particolare) e di presentarla al proprio editore come la mirabolante storia di Brutus e Balzaak (dove Brutus è in realtà Bronco, qui trasformato in transessuale con un nuovo nome, mentre Balzaak non è altri che il suo cane). Neanche a dirlo, il libro è un successo.

Nel frattempo Benjamin, che aveva abbandonato il corso prima della sua conclusione (irritato e deluso dalla spocchia di Chevalier), vende (per dei soldi che non vedrà mai) i diritti de “I signori del lievito” ad un paio di amici: Tabatha (Halley Feiffer), che si era da subito interessata alle sue storie e Lonnie (Héctor Jiménez, capace di sfornare alcune delle più fastidiose smorfie facciali mai viste) un sedicente filmmaker di successo che ritiene si possa ricavare dell’ottimo materiale dalla storia di Bronco. Purtroppo per Ben, il risultato di questa improbabile collaborazione sarà un disastro. A consolarlo ci penserà però Dusty, il suo angelo custode (?) proprietario del sopracitato serpente scagazzante, interpretato da Mike White (già visto in “School of rock”, è peraltro co-autore della sceneggiatura).
Ma non voglio svelarvi il finale. Vi basti sapere che non mancheranno i colpi di scena, così come non verranno meno le stramberie che fin dall’inizio del film ci hanno fatto dubitare dei nostri sedimentati buoni propositi ( #15 sforzarsi sempre di guardare un film dall’inizio alla fine). Quella che vi ho delineato poc’anzi è la linea principale su cui si muove la narrazione del film. Ad essa però vengono talvolta inframmezzate e la trasposizione filmica casalingo-kitch di Lonnie e le sequenze fantasy in cui assistiamo allo svolgersi progressivo della storia di Bronco (sia nella versione originale di Benjamin che in quella plagiata di Chevalier). A titolo di cronaca vi basti sapere che Bronco non è altri che l’ultimo tra i Signori del lievito (una sostanza misteriosa apparentemente in grado di infondere grandi poteri se ingerita), cui l’ acerrimo nemico Lord Daysius ha asportato un testicolo per mettere in piedi una terribile armata a sua immagine e somiglianza. Bronco, con l’aiuto di Vanaya (Venonka, nella versione-plagio) una ragazza che potrebbe essere sua sorella, tenta di assaltare la fortezza sulla montagna dove il nemico conserva il lievito. Ci sarà una grande battaglia a colpi di raggi laser, robot-cervi vedetta ed acrobazie mirabolanti. Hell yeah.

La cifra stilistica dei coniugi Hess sembra proprio essere quella della Oddity, della stranezza, della bizzarria. Qui nulla andrebbe preso sul serio; tutto è parodia: la letteratura fantasy e il mondo degli scrittori i bersagli principali. Non vi mentirò: la critica ha stroncato questo film. Sembra che solo pochi appassionati del genere (forse più tolleranti) siano riusciti a trovarci qualcosa di buono. Io non vado pazza per la fantascienza e ammetto di essermi trovata in difficoltà a mandar giù alcuni momenti della pellicola, ma mi son fatta coraggio e ho guardato il film per intero: ne è valsa la pena. Sarà la brillante colonna sonora che, a partire dalla stratosferica “In the year 2525” di Zager & Evans fino all’intramontabile “Paranoid” dei Black Sabbath che corona un’assurda sequenza d’azione (Benjamin che affronta Don Carlos – l’attore John Baker – un miliardario che aveva fatto una proposta indecente a sua madre) rendendola persino plausibile ed entusiasmante, non sbaglia un colpo. Io alla fine mi sentivo bene, il finale mi aveva rincuorato. Spero di avervi incuriositi un po’. Per il resto … Possa la lucentezza del cromo della Regina Cyborg illuminare lo spirito di tutti noi”.
Alla prossima.

  1. scimmia gialla

    30 Marzo

  2. corsageacarreaux

    4 Aprile

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