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DIY: Come impersonare il Terrificante Mostro Novembrino e posticipare la venuta dello Spirito Natalizio.

Un tempo vi piaceva il Natale, non è vero? Eravate piccoli. Le vostre preoccupazioni erano a breve termine. Il grasso e barbuto uomo color Coca Cola era per voi vero e tangibile, come le fondamenta di una casa. Pregavate Dio affinché mandasse la neve, così avreste potuto giocare fino a perdere sensibilità alle dita. Ogni anno chiedevate il Bonus Bufera, così avrebbero chiuso le scuole e voi sareste rimasti a casa in pigiama a guardare i programmi tv sconosciuti di metà mattina.
L’irritazione degli adulti di fronte ad un’auto bloccata da due metri di neve vi pareva assurda, quasi degna di pietà. L’arrivo precoce delle feste, rappresentato dalla lenta ma inesorabile illuminazione del centro storico della vostra città per mezzo di luminarie di cattivo gusto e dalla comparsa dei panettoni nei supermercati, vi riempiva di elettricità. Eravate pervasi dall’eccitazione e neanche ve ne rendevate conto.

Un giorno vi rivelarono la natura fittizia di Babbo Natale. Vi diceste: “Come ho potuto crederci? Come ho potuto essere così cieco?”. Poi venne la caduta delle ideologie sbandierate dagli adulti. Nel mio caso mi limitai ad abbandonare il mio dialogo quotidiano con Dio. Decisi che non sarei più andata a Messa, anche se negli anni a venire suore e sensi di colpa mi indussero più di una volta a fare il contrario. Quando cominciai l’università venne meno anche il Natale così come l’avevo vissuto per quasi vent’anni, a casa dei miei nonni paterni, le cui mani erano divenute carta di riso.
Da allora posso dire di essere divenuta portatrice di una vivida avversione nei confronti della festa in cui siamo tutti più buoni. In tempi più recente l’ho vissuta come una pausa dalle lezioni in cui tutti i professori ti caricano di lavoro, perché tanto sei in vacanza. La festa dei regali obbligati, i regali come vincolo, il denaro sperperato invano.
Preferisco di gran lunga l’autunno; le piogge gelide che si insinuano tra le pieghe della sciarpa, il risotto alla zucca, i colori degli alberi, gli anfibi indossati con noncuranza ogni mattina. Preferisco la relativa assenza di festività altamente vincolanti, dato che Halloween continua ad essere facoltativa e dedicata all’abuso di alcol. Il problema è che subito dopo Halloween gli attori economici dediti alle pratiche capitaliste più sfrenate cominciano a ricordaci che il Natale è imminente. Ci guardano negli occhi e dicono: “Non puoi sfuggirgli”. Dobbiamo dunque accettare le luminarie azzurre che piacciono tanto ai commercianti radical chic del centro, gli zamponi in offerta, la minaccia delle reunion parentali, i brucianti sensi di colpa. I depliant dei supermercati e dei centri commerciali ci perseguitano, mettendo in dubbio la natura squisitamente autunnale del panorama che visioniamo ogni mattina quando guardiamo fuori dalla finestra lavandoci i denti. Sembra quasi che vogliano privarci dell’autunno, facendoci credere che il post-Halloween sia tutto un pre-Natale, che un Babbo Natale rubicondo e probabilmente alcolizzato sia migliore di un albero dalle foglie color zabaione.

Io sono convinta che esista una soluzione pratica e semplice a questo problema, solo che essa richiede un po’ di lavoro ed un paio di stivali di gomma. Quelle che seguono solo le istruzioni che ho preparato per voi affinché, come me, possiate contrastare l’avvento prematuro delle festività natalizie.

Materiali necessari:

  • una vanga
  • stivali di gomma di buona fattura, non quelli con i pinguini pucciosi che si sgretolano solo a guardarli con eccessiva intensità
  • un campo/giardino/rotatoria/pezzo di terra qualsiasi, possibilmente non troppo argilloso
  • argilla che trovate nei garden center o, se siete ricchissimi, in erboristeria
  • tre o quattro alberi che stanno perdendo le foglie
  • vestiti che non avreste problemi a gettare in un rogo
  • occhiali da saldatore o da immersione
  • una carriola
  • un secchio/una tanica contenente circa cinque litri d’acqua

L’unica tecnica che finora si è dimostrata valida nel reprimere le brame espansionistiche del Natale consiste nel travestirsi da Terrificante Mostro Novembrino, correre in strada e agitare spasmodicamente le braccia. Per quanto assurdo possa sembrare questo corso d’azione, vi assicuro che funziona. Diversi studi scientifici hanno dimostrato come per ogni dozzina di Terrificanti Mostri Novembrini registrata in centri abitati di dimensioni medio-piccole, l’avvento delle prime decorazioni natalizie e degli zamponi tardi di circa dodici ore rispetto a quanto precedentemente stimato a partire dalle serie storiche dell’Istituto Natalino Amoroso. Un fatto a dir poco stupefacente! Detto ciò, passiamo ai consigli pratici per impersonare il Terrificante Mostro Novembrino a fare la vostra parte per mettere i bastoni tra le ruote allo spirito natalizio dei vostri commercianti di fiducia.

  1. Indossate gli stivali di gomma e i vestiti che non avreste problemi a gettare nel fuoco, raccogliete carriola, tanica/secchio con cinque litri d’acqua, vanga, argilla e occhiali da saldatore o da immersione e recatevi nei pressi del campo/giardino/rotatoria/prezzo di terra prescelto. L’ideale è che il vostro pezzo di terra ospiti gli alberi dai quali preleverete le foglie necessarie per il vostro progetto. Se fossero troppo distanti rischiereste (a) di spaccarvi la schiena per spostare la carriola piena di terra, (b) rovinare la consistenza delle foglie.
  2. Cominciate a vangare il vostro pezzo di terra, avendo cura di eliminare l’eventuale cotica erbosa e di prelevare almeno una decina di litri di terra. Sconsiglio la terra argillosa perché vi richiederebbe uno sforzo immondo, soprattutto se ha piovuto da poco o la vostra città è perennemente afflitta da umidità del 99%.
  3. Una volta prelevata una buona dose di terra collocatela nella vostra capiente carriola. A quel punto cominciate ad aggiungere acqua alla vostra argilla in modo da darle una consistenza gommosa e lavorabile.
  4. Unite la terra prelevata dal vostro campo e l’argilla, mescolando a mano finché non vi sembra che l’impasto sia uniforme e privo di grumi.
  5. Raccogliete le foglie degli alberi. Per ottenere un effetto cangiante e gradevole alla vista vi consiglio di scegliere foglie di colori e forme diverse. Ammucchiatele tutte per bene avendo cura di non schiacciarle troppo.
  6. Indossate gli occhiali da saldatore/immersione e dite addio ai vostri vestiti.
  7. Cominciate a spalmarvi addosso l’impasto di terra e di argilla, avendo cura di coprire tutto il vostro corpo. Gli occhiali vi servono per evitare che l’impasto vi vada negli occhi. State attenti a non mettervelo in bocca e nel naso, sempre che non vi piaccia l’idea di morire soffocati mentre vi travestite da Terrificante Mostro Novembrino. Lo strato di terra e argilla deve essere abbastanza spesso, tra i cinque e i dieci centimetri. Regolatevi in base alla consistenza che siete riusciti ad ottenere. Se vi pare che l’impalcatura non resista potete rinforzarla usando della carta di giornale e della colla vinilica.
  8. Mentre la vostra armatura è ancora fresca cominciate a ricoprirla di foglie, che dovrebbero incollarsi senza difficoltà. Fate particolare attenzione alla vostra testa e alla schiena, magari facendovi aiutare da qualcuno che riesca a vedere se avete saltato qualche punto.
  9. A questo punto non vi resta che aspettare che il vostro costume si asciughi un po’, di modo che le voglie non si stacchino.

Una volta terminato il costume non vi resta che raggiungere la strada più vicina e cominciare ad agitare spasmodicamente la braccia, come indicato sopra. Per ottenere un effetto più durevole, organizzate un party con i vostri amici e vestitevi tutti da Terrificante Mostro Novembrino. Poi scendete in strada e urlate come dei gorilla ubriachi.
Vi assicuro che questo terrà lontano il Natale per almeno mezza giornata e voi avrete investito il vostro prezioso tempo in un’attività didattica, ricreativa e al contatto con la natura.
Lunga vita al Terrificante Mostro Novembrino!

(foto di Silvia Pilloni)


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