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DIY: Come fallire nella scrittura della tesi di laurea

Quando sei uno studente universitario passi buona parte del tempo a lamentarti degli orari delle lezioni incompatibili con la tua vita, dei professori vecchi e noiosi, dei libri troppo complicati o degli esami troppo lunghi da preparare. Guardi alla laurea come ad un miraggio, una tappa della vita che ti proietterà finalmente nel mondo adulto. Bene: il mondo là fuori fa schifo e dunque non vale granché la pena di affrettare il passo verso la pergamena filigranata, l’alloro e i regali di dubbio gusto. Dopo ti coglierà l’ansia e la disperazione, quindi val la pena di restare esattamente dove sei, nel limbo.
Come prima cosa cerca di dilatare a dismisura i tempi del tuo percorso di studi: prepara un solo esame per sessione e fallo in modo sommario. Una buona strategia è quella di alzarsi pensando già alle mille alternative possibili alla giornata di studio: se fuori c’è il sole pensa a fare una bella passeggiata, se piove ascolta musica e leggi una rivista al calduccio, se hai già dato ampio spazio a tutti i tuoi hobby pensa a pulire casa, dal davanzale all’uscio, senza tralasciare di sbrinare il frigorifero. Tenta di saltare le lezioni, renderai più difficoltosa la comprensione dei libri di testo che, dovrai assicurarti, comprerai o prenderai in biblioteca sempre in tremendo ritardo. Nel malaugurato caso in cui ti ritrovassi a una lezione impegnati a non prendere appunti e nel caso, per cattiva abitudine, tu li abbia presi, cerca di perderli nei bagni, sul bus o in metro.
Anche per i migliori però, per i perdigiorno cum laude può capitare un momento di defaillance e ci si può così ritrovare ad aver consegnato il libretto e, orrore degli orrori, essere in tesi. Non temete: scrivere una tesi può richiedere anni. Si tratta di un lavoro creativo interamente soggetto alla vostra buona volontà. Siete signori e padroni del vostro fallimento.
Per prima cosa bisogna fare la raccolta della bibliografia. Mi raccomando, non usate i moderni motori di ricerca on line o le banche dati, affidatevi ai cataloghi cartacei o, ancora meglio, alle voci di corridoio. Ci metterete una vita. Segnate le collocazioni dei volumi su minuscole strisce di carta e badate in particolar modo a trascrivere quelle imprescindibili su vecchi scontrini che metterete nelle tasche dei jeans. Poi metteteli a lavare a 60 gradi. Quando vi viene una buona idea per lo sviluppo della tesi prendete subito appunti, ma non sul pc o su un quadernetto, fatelo su foglietti sparsi che vi sforzerete poi di perdere in breve tempo. Ricordate: i posti migliori dove infilare i suddetti foglietti per un sicuro smarrimento sono le riviste scadenti, i cataloghi pubblicitari delle offerte del supermercato, le brochure informative dei partiti politici. Prima di accingervi alla scrittura stendete una scaletta precisa, possibilmente suddivisa per capitoli ed un indice. Poi procedete con la stesura di schemi concettuali per ogni singola parte. Poi ubriacatevi e andate a gettare nel fiume, lago, torrente più vicino tutto il materiale (in mancanza di corsi d’acqua potete anche usare viadotti o cantieri). Usate sempre paroloni altisonanti per darvi un tono, come esegesi, perspicuo, aggettante. Potete anche non essere sicuri al 100% del loro significato, anche perché avrete cura di collocarli all’interno del riassunto dell’ultima puntata del vostri telefilm preferito, riassunto che potrà sostituire l’introduzione della tesi o un capitolo a piacere (anche più nel caso seguiate più serie per volta). Perdete un sacco di tempo per i ringraziamenti, ignorando ovviamente tutte le persone che hanno tentato, loro malgrado, di assistervi nel percorso. L’ingratitudine paga in sede di discussione. Ricordate: c’è sempre qualcosa di meglio da fare che scrivere la tesi e, anche se non c’è, lo si può sempre inventare. Infine, qualora sfortunatamente voi abbiate scritto e consegnato la tesi, presentatevi alla discussione indossando solo un paio di braghe hawaiane, una camicia fluorescente e delle infradito. Non omettete di far capire che di essere lì in quel momento non ve ne può importar di meno. Rispondete a monosillabi e dimostratevi lenti, ottusi e leggermente autistici. Se anche così riuscirete a farvi “laureare”, potete sempre tentare la strada del master, del dottorato, dell’anno di formazione post laurea all’estero. Non ponete limiti alle vostre possibilità. Siate audaci e creativi. Siate fancazzisti fino alla fine. Il mondo è vostro.


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  1. Marta Magni

    2 novembre

    Sottoscrivo tutto! non sono mai stata molto “creativa” e massaia, ma durante la tesi ho dato il meglio di me. credo di aver reinventato l’armadio varie volte, frequentato la palestra come non mai, sferruzzato come se non ci fosse un domani. aggiungo che per fallire a dovere la tesi l’ideale è trovarsi un relatore che vi sconsigliano tutti, uno di quelli che ha la fama di leggersi solo l’introduzione e la conclusione e non ha idea di quale sia il suo ruolo nella burocrazia. il fallimento è garantito!

  2. Bianca

    4 novembre

    Anche arrivare in ritardo alla propria discussione non è male eh!

  3. Cate Ghobert

    7 novembre

    G E N I A L E……e aggiungerei, sceglietevi un relatore che non si ricorda della vostra esistenza, non sa nulla dell’argomento da voi scelto, si trascrive la vostra mail sbagliata e a ricevimento vi tiene le ore a parlarvi dei fatti suoi (il portafoglio rubato, la pedicure…)

  4. giulia gortani

    13 novembre

    ahahah, ragazze siete geniali;D

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