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DIY: Cinque raffinate tecniche per distrarsi in classe e guadagnare 150 “Punti Sarcasmo”

Nei film con velleità adolescenziali ambientati nelle high school americane le studentesse distratte sono spesso dedite ad attività poco stimolanti, come il mettersi lo smalto alle unghie o il ciarlare in modalità pollaio. Quando frequentavo le superiori non finivo mai di stupirmi di fronte a film del genere, soprattutto perché non mi sembrava plausibile che fosse tollerata la puzza di smalto per unghie entro le Sacre Mura della Scuola.
La distrazione è un’arte. Com’è noto, i distratti di maggiore successo sono coloro che riescono a nascondere il vagabondare della loro mente o che si dedicano ad attività in bilico tra legalità e illegalità, che i professori non sanno come gestire. Per questo ho sempre ritenuto off-limits la questione smalto, anche perché a ventiquattro anni non ho ancora imparato a mettermelo senza ottenere risultati vergognosi e perché se avessi provato a fare una cosa del genere nella mia scuola cattolica probabilmente mi avrebbero dato fuoco. Non lo dico per esagerare: nella mia scuola erano proibiti persino gli specchietti perché a quanto pare distraevano le ragazze dalle lezioni. Notate il sottile paragone con le allodole: ragazze = uccelli canterini dal comportamento gregario, spesso allevati per scopo ornamentale o come richiamo durante la caccia (fonte: Wikipedia).

Nel corso degli anni della scuola dell’obbligo mi dedicai dunque al perfezionamento di alcune particolari tecniche di distrazione e alla raccolta di testimonianze di amici che frequentavano scuole un pelo più libertarie, in cui il margine di movimento era maggiore.
Quella che segue è una raccolta di alcune delle tecniche che ero solita usare nell’istituto cattolico nel quale realizzai che sarei diventata una miscredente.

  1. Ci sono oggetti che i professori tentano continuamente di rifilare agli studenti, sperando che essi li aiutino ad uscire dal vortice assassino dell’ignoranza crassa. Uno di questi oggetti è il dizionario. Dato che ci tengono così tanto a diffonderne l’uso, sarebbe per loro controproducente criticare uno studente che ne abusi in classe. La prima tecnica di distrazione che vi consiglio è dunque l’abuso del dizionario di classe: tenetelo sempre sul banco e consultatelo a sproposito. Leggetene delle voci a caso e lasciate che le parole vi sollevino da terra e vi conducano altrove. Un’alternativa possibile per le ore di matematica: abusate della vostra calcolatrice scientifica. Ci sono un sacco di opzioni nascoste il cui potenziale vi sconvolgerà; lo giuro.
  2. Durante la seconda superiore ho passato un sacco di ore della mia vita in un’aula che aveva al suo centro un pilastro. Tutti i miei compagni si ammazzavano tra di loro per ottenere l’unico banco che era parzialmente coperto dal pilastro: era ottimo per nascondersi, dormire, copiare e, più in generale, fare qualsiasi cosa che non fosse seguire le lezioni di religione. Non ho dati alla mano che confermino la mia teoria, ma sono abbastanza convinta che i pilastri in mezzo alle aule siano abbastanza rari. Per questo il mio secondo consiglio é: dedicate le ore buca e le ricreazioni alla costruzione di un pilastro, dietro al quale vi nasconderete in seguito. Avendolo costruito con le vostre manine sante, potrete vantarne la proprietà e impedire ai vostri compagni di prenderne possesso. Consiglio l’uso di cartoni uniti tra di loro con il mastice o con qualche terribile colla industriale; sono leggeri tra trasportare e probabilmente danno meno nell’occhio dei mattoni.
  3. Sono in pochi a sapere che durante le scuole superiori ero solita riempire i miei taccuini di statistiche descrittive relative alle abitudini e ai gusti dei miei compagni di classe. Lo schemone più memorabile fu probabilmente quello in cui tentai di incrociare l’orientamento politico dei miei compagni con la variabile dummy “Nel corso della sua vita ha apprezzato, anche solo per un giorno, la musica dei Nirvana” (risposte possibili: sì, no). Non arrivai ad un vero risultato, dato che non avevo idea di che cosa fosse la statistica, ma ricordo che occupai almeno un paio d’ore piazzando accuratamente i dati nello schema e facendo una simpatica rappresentazione grafica della collocazione dei miei compagni all’interno dell’aula, rispetto alle Madonne e ai Gesù Cristi che popolavano i muri. Il terzo suggerimento che vi propongo è dunque l’attenta classificazione dei vostri compagni entro categorie del tutto arbitrarie e offensive. Lo svantaggio principale è costituito dalle punizioni corporali che subirete se qualcuno scoprirà la vostra peculiare attività di raccolta dati. Un lato positivo, invece, è che diventerete abili osservatori e, dopo un po’, scoprirete di aver totalizzato altri 150 Punti Sarcasmo.
  4. Anziché prendere appunti di ciò che di rilevante viene detto dalle persone che, in ultima analisi, vi valuteranno, il mio suggerimento è quello di prendere appunti di quello che viene detto di irrilevante e potenzialmente comico dai vostri professori e dai vostri compagni. Nel caso in cui vi trovaste a maneggiare del buon materiale, potreste dedicare le ore più noiose alla stesura di una sceneggiatura per una serie tv, che poi venderete a qualche inesistente network italiano e grazie al quale guadagnerete un sacco di soldini e di gloria. Quand’ero alle superiori e le mie prof scoprirono che avevo un blog sul quale raccontavo quello che mi succedeva a scuola, cominciai a notare che alcune suore mi guardavano con sospetto. Poi un giorno la mia prof di filosofia fece una piccola gaffe in classe e poi mi guardò e disse: “Margherita! Non scriverlo su internet, eh!”. Il mio quarto consiglio è dunque quello di prendere appunti, sceneggiare e non farvi beccare dai vostri professori. Ai miei tempi la gente era più ingenua, mentre oggi è molto più facile che minaccino di denunciarti per un nonnulla.
  5. La quinta ed ultima tecnica che vi consiglio oggi è forse la più semplice in apparenza, eppure si tratta di una delle attività più complesse che io abbia mai sperimentato. La tecnica consiste semplicemente nel fissare la lavagna o il volto del/la vostro/a docente facendo in modo che la vostra espressione facciale dica: “Uhm, interessante”. Non dovete apparire né troppo esaltate né troppo vacue; è fondamentale raggiungere il giusto equilibrio mediante la manipolazione della fronte e del mento. Il problema principale di questa tecnica è che non potete continuare a mantenere la stessa espressione – “Uhm, interessante” – in eterno, per cui vi consiglio di tentare delle piccole variazioni che evitino di farvi sembrare perse nel vuoto siderale. Una volta perfezionata questa tecnica sarete libere di vagare ovunque con la vostra mente ancora feconda, lontana dalla corruzione universitaria e del mercato del lavoro. Se nel corso del vostro vagare vi dovesse capitare di avere delle allucinazioni o delle visioni particolarmente interessanti fate in modo di restare comunque composte. All’inizio sembra difficile, ma poi con il passare del tempo finirete per perfezionare la tecnica e per farvi dei viaggi mentali sconvolgenti alla faccia di chi vorrebbe inchiodate al vostro banco.

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  1. Ilaria

    8 novembre

    Tecnica di distrazione a due: io e la mia compagna di banco (nonché Migliore Amica) del liceo, avevamo un quaderno che serviva per comunicare tra noi. Durante le lezioni i prof., alzando lo sguardo, ci vedevano intente a “prendere diligentemente appunti”, mentre in realtà stavamo dialogando tra noi scrivendo botta e risposta sullo stesso quaderno, che facevamo di volta in volta scivolare sul banco, e che tuttora conservo. Credo contenga alcuni tra i dialoghi più interessanti della mia vita.

    Poi, vabbe’, se ho letto durante l’adolescenza romanzi come “I miserabili” o “Guerra e pace”, lo devo proprio alle lezioni noiose (libro più o meno sottobanco e via nella lettura!).

    Mia sorella invece aveva elaborato una tecnica simile alla tua quinta, solo che lei, dietro la maschera da “Uhm, interessante”, in realtà dormiva… ma credo sia una tecnica troppo ermetica da spiegare!

  2. Eloisa

    17 novembre

    Ahahah! La distrazione a scuola mi ha fatto conoscere i migliori romanzi (sottobanco hanno un gusto speciale) e insieme agli amici compagni di banco, abbiamo creato il nosto primo sito internet, del tutto demenziale, con ciò che producevamo perdendo ore e ore di lezione. http://digilander.libero.it/basashi_aisu/home.htm e nemmeno ci drogavamo!

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