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Coinquilini molesti: un piccolo inventario

Coinquilini molesti: un piccolo inventario

Chi ha vissuto un’esperienza di convivenza (con estranei o meno) sa quanti casi umani esistano al mondo, e quanto possano essere irritanti le piccole abitudini e manie di chi ci ritroviamo in casa. Io di appartamenti ne ho cambiati tanti, e di stranezze ne ho viste parecchie. Per questo ho deciso di stilare una piccola lista di vari “tipi” di coinquilino, esagerandone forse un po’ le caratteristiche, ma neanche tanto, dato che è tutto vero. Diciamo che ho condensato aspetti di persone diverse sotto lo stesso profilo. Sicuramente tra questi riconoscerete il comportamento di qualcuno con cui avete vissuto. Se invece non avete avuto ancora l’ebbrezza dell’appartamento condiviso, questo breve compendio vi aiuterà a riconoscerli, per difendervi.

Il coinquilino cleptomane

Sottrae cose altrui, e lo sapete benissimo che è stato lui, ma non potete dimostrarlo, e comunque non ne vale mai la pena. Se appoggiate 50 centesimi sul tavolo spariscono, se comprate 10 arance ne ritrovate 7, il vostro dentifricio si consuma a una velocità supersonica. Dovete continuare a comprare penne, evidenziatori, elastici per capelli e accendini, i vostri calzini sportivi si dissolvono nel nulla dopo che li stendete, il cd masterizzato dei White Stripes non lo trovate più. Se non riconosciuto, questo tipo di coinquilino può portare alla pazzia.

Il coinquilino cheratinoso

Un esemplare che andrebbe consegnato alla scienza. Il ritmo con cui produce (e dissemina in giro per casa) cheratina è qualcosa di eccezionale: non esiste angolo della casa in cui non ci siano i suoi capelli. Negli scarichi intasati, sotto i tappeti, attaccati alle vostre ciabatte, sui canovacci, nel frigo, sotto il mobile che non veniva sollevato da decenni, ovunque. Nel lavandino ci sono sempre suoi peli. Se c’è il vento, si formano dei batuffoli di suoi capelli che vagano per casa come dotati di vita propria, e nel water galleggiano sempre frammenti delle sue unghie.

Il coinquilino sprecone

Mette il riscaldamento al massimo e poi esce di casa lasciando la finestra aperta; lascia acceso il rubinetto quando risponde al telefono; fa partire la lavatrice rigorosamente quando si è nella fascia oraria più costosa; accende tutte le luci e poi va a letto, accende la tv e poi va a correre; scalda il forno e poi esce a cenare fuori; lascia aperto il frigo e va a farsi la doccia per ore; per lavare tre cose fa partire tre lavatrici. Quando se ne va, le bollette diminuiscono vertiginosamente.

Il coinquilino “onto”

Fa schifo. Non si lava, quelle poche volte che lo fa lascia i cotton fioc luridi in giro, abbandona assorbenti femminili usati sul pavimento del bagno; quando si lava i denti non sciacqua il lavandino, quando fa la doccia lascia tutta la pelle morta attaccata alla vasca; gli puzzano i piedi; non usa lo scopettone del water; ha i denti ricoperti di sporco; non cambia le lenzuola da mesi. Quando si trasferisce, bisogna bonificare la sua camera con il lanciafiamme.

Il coinquilino ingegnere

Può dirvi con quale pressione l’acqua spinge la parete di una diga in Cina, ma se c’è da riparare la tapparella non sa da che parte prendere il cacciavite. Bisogna fargli partire le lavatrici di maglioni a righe per evitare che metta l’acido muriatico al posto del detersivo, e sopravvive solo grazie alle vaschette di cibo preparatogli dalla mamma. È sempre in penombra, attaccato al computer, oppure in biblioteca a studiare, e non ha alcuna nozione di vita pratica. Il che fa tenerezza, finché non accende il gas dimenticandosi di far partire la scintilla del fornello per andare a controllare il computer, lasciandovi in cucina a soffocare.

Il coinquilino taccagno

Vi cronometra quando fate la doccia, conta gli strappi di carta igienica che usate, spegne lo scaldabagno quando non gli serve (facendovi fare la doccia gelida), nasconde il suo burro, se va via mette un foglietto incastrato nella sua dispensa per vedere se qualcuno gliela apre. Provoca prurito alle mani quando insiste che vuole rifare i conti per dividere la bolletta, dato che l’avete fatto voi e non si fida. Ovviamente, quando offrite qualcosa, è il primo ad accettare, ma non ricambia mai. Mai. Non funziona il “dare il buon esempio”, sappiatelo.

Il coinquilino maniaco dell’ordine

Una briciola non fa a tempo a cadervi dalla bocca, che sta già lì con la spugnetta per pulire il tavolo. Mette via i bicchieri in ordine di colore, e i libri in ordine di altezza, e guai a cambiare la disposizione! Ripone tutto in scatoline riposte dentro scatolette, messe dentro scatole ordinate in scatoloni, e vi piega le mutande che avevate steso. Prepara dei fogli excel con il riepilogo delle bollette pagate, poi vi manda il resoconto personalizzato in pdf di quanto dovete versare e il grafico di quanto si è speso per mese.

Il coinquilino logorroico

Parla. Sempre. Tornate a casa dopo una giornata faticosa, volete stare un po’ tranquilli, ma no, lui parla; vi segue per la casa imbottendovi di cavoli suoi.  Non vi lascia un attimo di silenzio! Il dramma è che se rispondete sul serio, non vi ascolta, quindi in realtà è un monologo. Non vi resta che chiudervi in camera, rinunciando all’utilizzo delle altre stanze, o programmarvi ad annuire e dire “sì,sì” ogni 5 minuti, mentre vi fate gli affari vostri e imparate a provocarvi una sordità temporanea.

Il coinquilino fantasma

Esiste? Non esiste? Nessuno può dirlo. Dovete desumere la sua presenza dalla valigia sul pavimento della sua camera, perché non lo incontrate da settimane, forse mesi. Eppure ogni tanto vedete luce filtrare da sotto la sua porta. Entra ed esce misteriosamente solo quando voi non ci siete, o state dormendo. Vi lascia i soldi delle bollette sul tavolo, e non mangia mai, a quanto pare. Non sapete cosa fa, con chi esce, dove va, se ha famiglia… aspetta, com’è che si chiamava?

Il coinquilino appiccicoso

Quando vi sedete sul divano da 8 posti, lui si mette di fianco, attaccato a voi. Vi lascia sempre bigliettini smancerosi con cuoricini, e fa collage con le vostre foto. Quando non siete a casa vi manda sms chiedendovi quando tornerete a casa, o se può raggiungervi. Se vi spostate in una stanza vi segue per farvi compagnia, e vi abbraccia sempre. Vi fa regalini (inutili e non richiesti) per ogni ricorrenza: Natale, Pasqua, compleanno, onomastico, esame passato, esame non passato, Epifania… nonostante voi non abbiate mai ricambiato. Anche se si trasferisce, per un po’ continuerà a stressarvi, ma poi troverà un’altra vittima.

Il coinquilino nullafacente

Non fa niente, e questo dà incredibilmente sui nervi alla lunga. Voi vi ammazzate di studio, e lui è lì che si gratta. Non lavora neanche. Non fa niente dalla mattina alla sera: si alza tardi, guarda la tv, esce, dorme, e vi prende anche in giro perché studiate. Pur non avendo nulla da fare, non ha mai tempo di mettere a posto la casa, o di chiamare il commercialista, o di andare a pagare una bolletta. Mah.

Il coinquilino intellettualoide

È inutile iniziare una conversazione con lui, perché ne sa di più di voi, su tutto. Se mettete una canzone, vi dice che è commerciale. Se parlate di un disco di un’artista, lui ha sempre l’album prima, che era meglio. Se non conoscete un regista contemporaneo azerbaigiano vi guarda con aria da miserevole, e ha sempre qualche critica da fare al libro che state leggendo, che ovviamente è scadente. Vi fa vedere su YouTube recite teatrali pallosissime in cui si destruttura in modo molto metafisico un tema qualsiasi, mentre voi vorreste solo guardare “Voyager” e farvi quattro risate.

Il coinquilino sinistro

Tipo strano, molto strano. Avete dovuto prenderlo in casa perché non c’era nessun’altro disponibile, sennò non l’avreste fatto. Porta in casa gente losca con l’aria da spacciatore, mette la spazzatura in frigorifero e ogni tanto arriva in accappatoio chiedendovi un limone. Va a certe “feste” nei boschi, e torna di mattina con un pollo allo spiedo. Ogni tanto si sentono strani tintinnii provenienti dalla sua camera, e rimanere da soli in casa con lui vi dà i brividi. Sospettate faccia riti voodoo contro di voi. Quando se ne va, è un sollievo e l’atmosfera è più distesa e luminosa.


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  1. ita

    27 dicembre

    Mi sento di aggiungere alla lista “il coinquilino coprofago”. Eh già.

  2. Margherita Ferrari

    27 dicembre

    questo post mi ha fatta piegare in due dal ridere, ma allo stesso tempo mi ha fatto venire l’angoscia. fino ad ora ho colliso solo con una maniaca dell’ordine, ma temo per il futuro. io forse sono una coinquilina sinistra perché sto sempre chiusa in camera a scrivere sul letto, in pigiama e con strane cose in testa per evitare che i capelli mi vadano in faccia… eh eh eh

  3. Cate Ghobert

    27 dicembre

    Geniale!!! Aggiungerei anche il tipo “psicologo”, attenti ad aprire bocca o potrebbe analizzare ogni vostro recondito pensiero, e il coinquilino “fumatore come un turco” quando tornate a casa e aprite la valigia ne esce un fungo atomico alla nicotina.

  4. Simone B.

    27 dicembre

    Oh mio Dio! Rientro in tutte le categorie!

  5. Silvia

    27 dicembre

    questo post è splendido, non c’è che dire!

  6. Bianca

    28 dicembre

    coprofago? ahahaha! ma come!?! questa mi manca (per fortuna)… il coinquilino psicologo dev’essere incredibilmente irritante, non ho mai avuto il (dis)piacere. Eh Marghe preparati, ne capitano di ogni… ma la convivenza studentesca diverte e arricchisce come poche cose al mondo!!! 🙂

  7. Chiara Puntil

    28 dicembre

    io ho convissuto con coinquilino rumoroso (telefonate alle 6 del mattino, camminava come se avesse le scarpe piene di mattoni, film di kung fu con il sound surround) e intrattabile, poi coinquilina sprecona solo per la lavatrice (lavatrici a meta’ ogni due giorni e un lavaggio 90 gradi per quattro stracci bianchi che mi ha risvegliato istinti quasi omicidi) e il non plus ultra, ovvero coinquilino sprecone, onto, sostanzialmente pigro ma preso ogni tanto da raptus di pulizia/ mania per l’ordine, ma soprattutto depresso e permaloso. Un incubo!!
    per fortuna non mi sono mai capitati coinquilini/e erotomani o urlatori.
    io sono senza dubbio la coinquilina maniaca della differenziata, finto-diplomatica (cerco di essere flessibile per evitare discussioni e musi ma poi a lungo andare “sbrocco”) e moderatamente spaccamaroni. oh well…

  8. sofia

    29 dicembre

    Io ho una coinquilina che è taccagna/sprecona/appiccicosa…
    può essere peggio di così?

  9. Eloisa Cocozza

    30 dicembre

    Ne aggiungerei una tipologia, che mi sembra manchi e in cui rientrerei io:

    Il coinquilino entropia terrestre

    Anche detto Attila o Shiva il distruttore: dove voi create l’ordine, lui crea il chaos. Non per forza armato di cattive intenzioni, è capace di distruggere ogni cosa che tocca, siano piani di cottura in vetroceramica o piccoli oggetti, di chiudere la porta blindata di casa lasciando alle chiavi all’interno, e rompere lo sportello del frigorifero, teglie da forno, piccoli oggetti o piante di basilico. In mano sua non lasciate mai bicchieri, tazze, piatti, ombrelli, penne, trucchi… anzi, non lasciatelo proprio da solo in casa, potreste ritrovarne solo macerie, sulle quali, prontamente, avrà sparso del sale.
    Ah!Fate scorta di bende, cerotti e anche una dose di antitetanica non guasterà…

  10. […] che teme l’acqua e il sapone. Già descritto da Bianca come l’onto . Se ha un minimo di decenza, per un po’ le sue abitudini potrebbero rimanere a voi […]

  11. fede

    15 dicembre

    potrei aggiungere il “coinquilino nevrotico” e il “coinquilino musicista”..

  12. Simona

    19 dicembre

    Ahahahah bel-lis-si-mo!
    Io ho vissuto con un taccagno maniaco dell’ordine ed siamo finiti a litigare coltellaccio da cucina alla mano e con uno sprecone, onto, nullafacente e intellettualoide che però era adorabile e sexy da morire.
    Poi c’era l’inquilino perfetto: ordinato, generoso, divertente, discreto quando ne avevi bisogno e disponibile quando la sera in cui ti eri appena licenziata. La sua dispensa era anche la tua e cucinava per tutti, incluso un ragù di maiale per cui avresti venduto l’anima al diavolo. L’ultima convivenza è finita malissimo perché hanno scoperto che sterilizzavo la coppetta mestruale nel pentolino del the. Accidentaccio.

  13. […] stretta” per tenerci ancora dentro la propria vita; per alcuni esiste la casa in coabitazione (e non sempre i coinquilini sono persone gradevoli o con il nostro stesso approccio al concetto di “casa”); per pochi esiste un monolocale in […]

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