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Buona donna delle fest… ehm… buona festa delle don...

Buona donna delle fest… ehm… buona festa delle donne!

Mattina dell’8 marzo. Compro un noto quotidiano, prevedendo (come sempre) un luuungo viaggio in treno che mi porterà da Schio a Padova. Tra la guerra in Libia (beh dai, i barconi tra la Tunisia e Lampedusa sono peggio dei treni di Trenitalia) e la notizia che i laureati sono pagati sempre meno (evvaiii!!! Ora ho proprio voglia di laurearmi), l’occhio mi cade su una pubblicità della Renault alquanto strana.

Dopo qualche difficoltà nel ritrovarla pubblicata on-line, ve la ripropongo qui, ché magari mi date una mano a pensarci su.

Innanzitutto, mi ha ricordato che oggi è la festa della donna. Vabbè, poi l’avrei notato comunque vedendo i pakistani della stazione di Padova, prontamente convertitisi in distributori di mimose. Ma il punto è un altro (anche se sui pakistani che vendono fiori e oggetti sbrilluccicanti ci sarebbe da scrivere un libro, e forse lo farò. Ma forse anche no).
Qual è il messaggio? Cosa tu immagine pubblicitaria vuoi dire a me misera potenziale compratrice?
Lasciando stare la scarsa immediatezza dell’immagine (cos’è quella cosa sul tallone, uno schitto di piccione angolato in modo mirabile?), che rappresenta due “scarpe” (leggi: trampoli) di cui una graffiata e rovinata, non si capisce bene la dinamica che dovrebbe aver portato a questo risultato. Forse la frase potrebbe aiutarci un po’: “Ogni tanto, fatevi venire a prendere”.
Mmm ok.
Arrivata finalmente a Padova, chiedo aiuto a Coinquilino n°2 (in ordine di trasloco). Quasi subito – umiliandomi pesantemente – mi dà un’interpretazione convincente: una donna, che indossava suddette “scarpe”, ha guidato un’auto, ma, poverina, accelerando ha rovinato tutta la parte dietro della calzatura destra.
A parte il fatto che se MAI indossassi tali manufatti (o chinafatti) MAI mi verrebbe in mente di guidarci (mai sentito parlare di, dicesi, cosiddette, “scarpe di ricambio”?)
In che senso mi stai facendo gli auguri per la festa della donna?
Nel senso che, cara donna, va bene giocare a fare l’uomo, oggi però puoi rilassarti e in questo giorno speciale tutto per te potrai seguire la tua natura e rifugiarti a piagnucolare sulla mia forte spalla virile. Certo, poi sarebbe un peccato che mentre sei impegnata nella tua guida (molto stressante, donna al volante…) per andare a prendere i bimbi a scuola mentre torni dalla palestra ti si rovinino le scarpe… Insomma, non vorrai mica presentarti così sgualcita e smettere di essere appetibile al tuo uomo?!? Prenditi un po’ di tempo per te, fatti un po’ carina, su, che questa settimana non ti sei neanche fatta la ceretta alle braccia!
Ah quindi riduci l’indipendenza femminile alla fantasia maschile di avere in casa una (finta) dominatrix con il tacco 12?
Sì.
Ah quindi in realtà il target non è la donna che, come si sa, in casa non porta i pantaloni (al limite un paio di hotpants) ma l’uomo che tiene i cordoni della borsa?
Embè.
Dopo questo disturbante dialogo con la pagina di giornale, ho voluto smettere per un attimo con i viaggi mentali (devo finirla di parlare con gli oggetti inanimati!) e andare a cercare qual era il concept originale dell’inserzione pubblicitaria, per sapere se sono io acida e diffidente o…
«Renault invita tutte le donne ad abbandonare, almeno ogni tanto, il loro ruolo di donna indipendente e a lasciarsi coccolare dagli uomini, restituendogli l’antico ruolo di cavalieri» (link)

Ah. Bene ora scusate ma devo andare, scrivendo mi si è rotta un’unghia.


  1. corsageacarreaux

    9 marzo

  2. Irene

    8 marzo

    La cosa ancora più triste è che le due ideatrici sono donne..

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