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Adelaide Albinati

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novembre 2011

DIY: Bianconigli punk di cartapesta

La cartapesta è un materiale meraviglioso quanto sottovalutato. Si crea dal nulla ed è forte come il legno e come esso può essere limato, levigato, intagliato e, in più, è biodegradabile e non cosa nulla. Lo conosciamo come il materiale di carri allegorici e maschere di carnevale, ma si può lavorare e intagliare sino a

DIY: Un’intervista a Michele, guru del lavoro a maglia

Sono diversi anni che coltivo lo stesso sogno: un camino, gomitoli di lana, il fuoco che crepita allegro e riscalda lo spazio antistante al divano, io che sferruzzo senza sosta, impavida e decisa, e miei maglioni/ le mie sciarpe / i miei guanti per la stagione fredda. Non serve certo che ve lo dica: non

Inautentica carne tremula: i disabili e la sessualità nella cultura pop

Salve a tutte/i, oggi vorrei porre l’attenzione su un argomento tabù che tabù non è, ovvero quello della sessualità e i disabili, dell’affettività e i disabili. Un tema che tabù non è, ma che viene spesso trattato in maniera obliqua senza che si riesca mai a giungere al centro nevralgico della questione. Io sono una

Il nastrone della settimana: Riots and Revolutions

Non molte sere fa mi sono scoperta imbambolata davanti al programma di Santoro, Servizio Pubblico. In genere cerco di evitare che le mie serate scorrano in uno stato di irosa passività e so per certo che quel format mi spinge all’inazione e a borbottare tra me e me senza concludere nulla. Eppure ero lì, irata

Grassroots Internet Revolution

- Out of this word di Dorothy Snarker. Una bella riflessione sulla puntata di Glee della settimana scorsa. Contiene spoiler. - A proposito di maschere fai da te: Giornalettismo consiglia un tutorial per costruirsi quella di Guy Fawkes, l’uomo il cui volto è stato reso noto in tutto il mondo dalla graphic novel V per

Oggettistica DIY per un party tristissimo: il fungo luminoso

Le serate vi sembrano tutte uguali? Vi regalo due idee per movimentarle.  Richiedono un po’ di tempo e fatica, e non ne vale assolutamente la pena, ma io le ho realizzate lo stesso, e ve le spiego sotto forma di fumetto.  La prima vi consentirà di creare l’ambientazione giusta per una serata alternativa: una fantastica

Diario semiserio di Quasipolitica: il look proletario

In quest’epoca di antipolitica dilagante, un’epoca in cui dichiarare che si milita in un partito o che, addirittura, si ha l’ambizione di essere dei politici è segno di stigma sociale, non mi sono fatta sfuggire l’occasione di essere trattata ulteriormente da paria. E quale maggior sfizio di narrare le proprie disavventure passando dalla semplice definizione

Everybody’s Got Their Own Part to Play

DIY: Italia’s Next You Tube Star

(metodo non certificato, può indurre effetti collaterali). Volete essere le prossime starlette del mondo internauta italiano? Vi presento un semplice tutorial che vi aiuterà a realizzare il vostro sogno in poche mosse, anche grazie all’aiuto di alcune delle più grandi star italiane su Youtube: Laura Scimone, Gemma del Sud e Tacchi Alti. Quello di cui

DIY: Perché fanzine è bello – due chiacchiere con Giulia Sagramola di Teiera Autoproduzioni

Giulia Sagramola e Cristina Spanò sono due giovani illustratrici barra fumettiste che hanno dato vita nel marzo dello scorso anno ad “un’etichetta indipendente di fumetti, illustrazioni ad altro” di nome Teiera. Un’autoproduzione nel senso più autentico, faticoso e gratificante del termine. Hanno pubblicato lavori di Álvaro Ortiz,  Serena Federici, Eleonora Antonioni, Daniela Tieni e molti

Spulciamenti eruditi: Gaspara Stampa

Vivere ardendo e non sentire il male. Così si esprimeva, parlando della sua vicenda amorosa, Gaspara Stampa, poetessa a Venezia nella prima metà del Cinquecento. Gaspara era nata a Padova ma, rimasta presto orfana del padre, aveva seguito la madre e gli altri due fratelli (Baldassarre e Cassandra) nella città lagunare. Istruita nelle lettere e

Il nastrone della settimana: Non si esce vivi dagli anni ’80

A ventiquattro anni inizio a sentirmi vecchia. Probabilmente sembrerò ridicola, ma è proprio così, e so anche indicarvi il momento in cui questa sensazione è cominciata: quando le discoteche hanno smesso di proporre serate “revival anni 80” e le hanno sostituite coi “revival anni 90”. Insomma, perché una serata sia definita revival deve passare un